L’AQUILA – “Non si può chiedere alle ditte che si occupano della ricostruzione di fare scavi su suolo pubblico per le utenze, tantomeno ai cittadini di accollarsi le spese degli avvicinamenti”.
L’architetto Luca Carosi, direttore dei lavori dei consorzi Collepietro e Bominaco dell’Aquila, critica la proposta avanzata dal presidente della Gran Sasso Acqua Americo Di Benedetto di far effettuare gli scavi provvisori di avvicinamento per il riallaccio delle utenze dei palazzi del centro storico alle ditte impegnate nella ricostruzione.
La proposta di Di Benedetto al settore Ricostruzione privata, come egli stesso ha affermato ha “lo scopo di non far sborsare ai condomini costi aggiuntivi, facendo fare gli scavi provvisori direttamente alle ditte edili, mentre la Gsa metterebbe il tubo gratis”.
La denuncia di Carosi sul ritardo nel riallaccio delle utenze è arrivata nei giorni scorsi, quando gli appartamenti dei consorzi sono stati derubati in piena notte delle caldaie appena acquistate.
I condomini oggi non sono ancora potuti rientrare nei loro appartamenti a causa del mancato allaccio delle utenze.
“Questa cosa non si può fare da un punto di vista giuridico – aggiunge – Le ditte infatti dovrebbero fare scavi su suolo pubblico e questo non è consentito. Inoltre non è giusto far accollare né alle ditte né ai cittadini l’onere dello scavo. Prima del sisma abbiamo sempre avuto quegli allacci senza dover pagare nulla. Sarebbe appropriato quindi che fosse la Gsa che costruirà i sottoservizi ad occuparsi degli scavi”.
Carosi ha evidenziato che per ogni avvicinamento, 10 in tutti gli edifici, la Gsa ha chiesto mille euro, per un totale di 10 mila euro da suddividere tra tutti i condomini.
“La Gsa ha chiesto in seguito ad un primo sopralluogo, la generica predisposizione di ingressi camicia – precisa – In seguito ad un secondo sopralluogo, la posa dei tubi all’interno della camicia fino alla posizione dei contatori, e dopo un terzo sopralluogo la costruzione di tutti i raccordi che dalla tubazione servono i suoi contatori. In ultimo, la predisposizione di un pozzetto esterno per ogni stacco d’entrata e qualche giorno fa l’accollo di mille euro ad attacco”.
“Credo che sia arrivato il momento di dire basta all’incapacità di gestire questa ricostruzione”, conclude.





