L’AQUILA – Una scossa di terremoto di alcuni secondi è stata percepita all’Aquila alle 2.52.

Da quanto si è appreso il sisma ha avuto magnitudo 3.6 (i primi strumenti indicavano 3.3) con epicentro tra le frazioni di Preturo e il comune di Pizzoli e con una profondità inizialmente stimata in soli 2 chilometri e poi confermata a 13.

Moltissimi cittadini hanno sentito la scossa e si sono subito scatenate le reazioni sui social network, oltre che la “caccia” alla magnitudo.

Alcuni tra i più timorosi sono usciti in strada salvo fare ritorno, qualche minuto dopo, nelle proprie abitazioni.

La scossa è stata avvertita chiaramente anche nel Teramano. Alberto Orsini

CIALENTE: ”NO DANNI”, MA CONTROLLI AI PUNTELLAMENTI

Secondo quanto riferito dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, non ci sono stati danni.

Tuttavia il primo cittadino ha disposto controlli nel centro storico per verificare la tenuta dei puntellamenti.

E torna in mente la lettera di febbraio scorso del comandante provinciale dei Vigili del fuoco, Vincenzo Ciani, in cui venivano evidenziate forti criticità nella tenuta dei puntelli realizzati nel post-terremoto.

“Non c’è alcun pericolo”, ha ribattuto l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano che, però, ha annunciato che le opere provvisionali non saranno sostituite, semmai smantellate per procedere alla ricostruzione.

Ma per molti puntellamenti dopo tre anni il tempo è già scaduto, così il sindaco ha avviato i controlli su cui sarà bene avere un report dettagliato. (alb.or.)

LA SISMOLOGA INGV: ”E’ ANCORA UNA REPLICA DEL 2009”

La scossa di magnitudo 3.6 avvenuta nella notte nell’Aquilano può essere considerata ancora una replica del terremoto che ha colpito il capoluogo il 6 aprile 2009.

“Il sisma è avvenuto nella stessa zona interessata dal terremoto del 2009”, ha detto la sismologa Lucia Margheriti, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).

Anche la profondità dell’evento, di circa 13 chilometri, è confrontabile con quella del sisma del 2009.

Il terremoto non è stato seguito da ulteriori scosse ma, osserva la ricercatrice, “è stato uno dei più forti rilevati negli ultimi giorni nella zona”.

LA PSICOLOGA: “C’E’ CHI NEGA E CHI SI SFOGA SU FACEBOOK PER SENTIRSI MENO SOLO”

“Un flashback pauroso di quello successo tre anni e mezzo fa”.

La psicologa Valeria Ciciotti parla ad AbruzzoWeb della scossa di terremoto di magnitudo 3.6 che questa notte ha turbato il sonno degli aquilani.

Anche l’orario, le 2.52, spaventosamente vicino alle tragiche 3.32 del 6 aprile 2009, ha fatto tornare alla mente quel giorno. E tutte le paure sono venute a galla.

“Le persone reagiscono in maniera differente – spiega la dottoressa Ciciotti – In alcuni casi la paura torna in maniera molto forte magari perché non è stato elaborato in maniera corretta il trauma passato. Altre persone invece sono più ‘resilienti’: in loro è maggiore la capacità di resistere e reagire a determinati eventi. Inoltre, molto dipende anche dal supporto che le persone hanno attorno a loro”.

Ci sono anche casi di persone che non hanno percepito la scossa nell’immediato e si sono svegliati questa mattina pensando di averlo solo sognato.

“È una forma di negazione dell’evento – prosegue la psicologa – Alcune persone, quando vivono un qualcosa di spaventoso, si ‘difendono’ facendo finta che non sia accaduto. Negandolo, appunto, a se stessi”.

Un atteggiamento sempre più diffuso e quasi automatico, tra gli aquilani soprattutto più giovani e avvezzi all’uso di Internet, è quello di riversarsi sui social network appena avvertita la scossa, per condividere in qualche modo la paura.

“Si tratta di una forma di sfogo – conclude la dottoressa Ciciotti – su un mezzo che serve proprio per creare un contatto, seppur fittizio, tra le persone. Si avverte il terremoto, sale la paura e cresce il bisogno di vicinanza e condivisione con le altre persone. E il social network dà la percezione di stare vicino agli altri, seppure ‘virtualmente’”. Elisa Marulli