ORTONA – Ortona (Chieti) si candida a ospitare il centro di ricerca dell’Eni qualora L’Aquila dovesse confermare la sua contrarietà anche nella seduta del Consiglio comunale del prossimo 11 ottobre.
La proposta arriva dal presidente del Consiglio comunale, Tommaso Cieri.
“Sappiamo bene – dice Cieri – che il centro di ricerca avanzata sull’energia e l’ambiente rappresenta un impegno che Eni ha assunto con il capoluogo di regione subito dopo il terremoto”.
“Un protocollo d’intesa sottoscritto dall’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, dal ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, e dal rettore dell’Università dell’Aquila, Ferdinando di Orio. Un’opportunità che tutto l’Abruzzo non può perdere, non solo L’Aquila”.
“Quando si sente parlare di Eni – prosegue Cieri – subito si pensa al petrolio, alle piattaforme, ai danni ambientali e ai rischi per la salute dell’uomo. Questa volta, invece, la sigla Eni è legata a un centro di ricerca per energie alternative al petrolio. Gli stessi ambientalisti sarebbero d’accordo”.
“L’Abruzzo – sostiene il presidente – sta vivendo un momento estremamente difficile: l’emergenza terremoto, il piano di rientro della spesa sanitaria, la crisi economica che sta investendo l’intero Paese ci impongono di non sbagliare. È giusto operare tagli dove è necessario, ma non è sufficiente”.
“Per rilanciare l’economia regionale è necessario investire – conclude Cieri – Non capita tutti i giorni che una multinazionale decida di investire 20 milioni di euro nella nostra regione per una struttura che non inquina e non uccide. Le opportunità devono essere colte: se L’Aquila dice no, Ortona si propone come sede del centro di ricerca”.
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