L’AQUILA – È “profondamente assordante il silenzio con cui sia l’amministrazione del Comune dell’Aquila, sia le forze politiche di sinistra della nostra città hanno deciso di non affrontare la questione dell’avere una assessore comunale al Bilancio condannato in primo grado, con procedimento di ricorso in atto, per abuso d’ufficio nel periodo in cui era dirigente della Provincia di Catania”.
L’accusa arriva in una nota dal consigliere comunale di Sinistra per L’Aquila Giuseppe Bernardi, che già dai banchi del Consiglio comunale per primo ha reso nota in aula con un ordine del giorno la condanna di Silvana Giangiuliani, che non ha smentito, anche se si è difesa parlando di “ricorso in appello” e “prescrizione” del reato.
“È vero – aggiunge – siamo tutti profondamente impegnati nelle tematiche che interessano la ricostruzione della nostra città, ma ciò non giustifica questo silenzio. Non c’è nessun collegamento tra le celebri parole di Berlinguer e l’assessore in questione, così come non c’è nulla di personale. Ma c’è ‘solo’ la questione morale!”.
Bernardi ricorda poi che il Comune dell’Aquila ha avuto “un precedente importante con l’assessore alle Politiche sociali, Luca D’Innocenzo, che alla sola notizia di essere indagato ha coerentemente consegnato nelle mani del sindaco il proprio mandato; questo buon esempio – accusa – non è stato d’insegnamento all’amministrazione comunale, non più di centrosinistra”.
“Ma ancora più grave – aggiunge – è che nessuna forza politica di sinistra abbia ritenuto doveroso evidenziare la questione morale”.
“Spero che l’anno nuovo – conclude – restituisca ai politici di centrosinistra della nostra città un po’ di coerenza, quella necessaria per smettere di lanciare strali e illazioni verso esponenti del centrodestra fintanto che saranno disposti a tollerare al proprio interno situazioni contrarie all’etica e alla morale”.
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