L’AQUILA – Due progetti sono stati presentati questa mattina dall’assessorato alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila, sul tema del disagio sociale esploso in seguito al terremoto del 6 aprile 2009, dall’assessore al ramo e senatrice Stefania Pezzopane, la dirigente dell’ufficio comunale per l’assistenza alla popolazione Patrizia Del Principe e Mauro Tursini, vicepresidente del Centro di servizio per il volontariato della Provincia dell’Aquila. Entrambi i bandi scadranno il prossimo 24 maggio.

Uno dei due progetti fa riferimento al Piano di zona dei servizi sociali del biennio 2011-2013 e riguarda gli interventi speciali nell’ambito della cosiddetta ‘Rete dei servizi di prossimità’, una ‘riedizione’ di un bando già proposto con esito positivo, per la concessione di bonus economici per adolescenti e giovani dai 13 ai 25 anni con reddito familiare Ise al di sotto degli 8 mila euro, finalizzati all’acquisto di beni e servizi per il tempo libero e per l’istruzione. In tal modo si potrà chiedere il rimborso al Comune delle spese sostenute, ad esempio, per l’acquisto di libri, abbonamenti al teatro, al cinema, alle palestre, per un massimo di 400 euro per giovane a fronte di uno stanziamento di 80 mila euro.

Le novità riguardano la fascia di età più ‘larga’ rispetto alla precedente versione, che prevedeva rimborsi dai 15 anni, e l’alzamento del tetto del reddito Ise delle famiglie, da 5 a 8 mila euro.

L’altro progetto, sulla ‘Rete dei servizi di prossimità’ che fa parte del Piano di zona dei servizi sociali del biennio 2011-2013, guarda direttamente al mondo delle associazioni aquilane che operano nel campo del sociale, una trentina nel capoluogo abruzzese, dalle pro loco ad associazioni specifiche, siano esse laiche o religiose.

Le associazioni che hanno rendicontato le spese nel 2012 possono beneficiare di un rimborso non superiore a 6mila euro (104mila euro la cifra disponibile), oltre all’ingresso nella rete di prossimità attraverso cui organizzare una raccolta e uno scambio di informazioni tra le associazioni per ‘coprire’ il territorio e comprendere al meglio il tipo di assistenza di cui c’è bisogno.

“Si tratta di un progetto di ampio respiro rivolto a diverse tipologie di disagio emerse o esplose con il terremoto di quattro anni fa – ha spiegato la Pezzopane – vanno ‘intercettati’, oltre alle tipologie di disagio ‘classiche’, le nuove forme di cui si soffre all’Aquila. Dall’anziano che necessita di qualcuno che gli porta la spesa a casa, a chi soffre di solitudine, a chi non ha modo di socializzare o di spostarsi perché non ha la macchina. Una specie di osservatorio dei bisogni della popolazione. Ecco perché il metodo migliore per noi è la prossimità. Molte persone non vengono più a chiedere un aiuto nei nostri uffici, tocca a noi andare a capire sul territorio quali sono le emergenze e le necessità”.