L’AQUILA – “I bandi per l’assegnazione degli appartamenti del progetto C.a.s.e. e Map (moduli abitativi provvisori) sono rivolti solo a chi ha soldi. Questo bando è una bestemia alle fasce deboli che aspetteranno ancora a lungo un Dio che li ascolti. Si vede che il mandante di questi bandi non ha studiato le esigenze del popolo aquilano, perché la platea sociale ci obbliga ad un pensiero molto più in profondità che due righe superficiali. Il motto della campagna elettorale era prima gli aquilani, poi divenuto prima i militari,per finire con prima chi ha i soldi”.
Così Pierluigi Iannarelli, segretario circolo Sinistra italiana dell’Aquila e Gamal Bouchaib, responsabile commissione sociale e immigrazione Si L’Aquila, in una nota congiunta, commentano la notizia dell’approvazione da parte della Giunta comunale del capoluogo dei bandi, attesi da oltre un anno dai cittadini aquilani.
“È ormai dilagante la cultura dell’amministrazione del colpire i più deboli (vedasi l’ordinanza anti egiziani) ora tocca al progetto C.a.s.e. e Map, che rivela come gli elementi basilari di una buona convivenza diventi business elettorali soprattutto vista la prossima tornata elettorale regionale”, scrivono.
“In principio il progetto C.a.s.e. nasce con un contributo Ue, che indica la finalità sociale dell’opera e non di profitto e che vincola la vita di questi alloggi alla emergenza e alla assistenza della popolazione aquilana senza l’obiettivo di battere cassa. Ma andiamo al dunque, i bandi tanto attesi e ora partoriscono un topo contemplano due categorie di possibili richiedenti: la prima è con un Isee tra 12 mila e 30 mila, cioè in soldoni un reddito famigliare tra 30 mila e 60 mila euro e viene spontanea la domanda ‘Ma è possibile immaginare che chi appartiene a questa fascia di reddito paghi al comune quasi 300 euro per un appartamento di due camere e in un bagno con zero manutenzione e riscaldamento a piacere dell’amministrazione comunale, invece, di affittarlo a 350 euro con i prezzi di mercato oggi?'”, proseguono gli esponenti di Si.
“La seconda categoria quella di incentivo (in gergo politico una presa in giro) ai giovani che hanno un reddito tra 13 mila e 35 mila euro e qui mi chiedo: ma chi è il giovane all’Aquila oggi, che guadagna questa somma con il precariato dilagante e soprattutto, l’amministrazione si è accorta che i giovani sono già a Ginevra, a Londra o in Australia, perchè qui non c’è più nulla da fare?, altro che reddito medio”, incalzano.
“Tutto ciò premesso con un documento fatto con la sua graduatoria già redatta nel 2017 e messo nel cassetto senza spiegare i sensi di un apolitica degli annunci e non dei motivi e che ha condotto la gente come una signora ad occupare un appartamento del progetto Case andando al pericolo di legge pur di difendere dal freddo i suoi figli, la cultura della disumanità avanza e chissà chi sarà il prossimo”, concludono.



