L’AQUILA – L’indignazione si legge nei volti dei passanti, che si fermano a contemplare le scritte e scuotendo la testa si lasciano sfuggire: “questo non ce lo meritavamo”. Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, propone una “taglia” per catturare i vandali.

La rabbia è nelle parole di politici, amministratori, e nei volti dei giornalisti e fotografi aquilani accorsi sul posto per documentare l’incivile gesto, gli stessi che solo ventiquattro ore prima applaudivano al restauro e alla restituzione di questo pezzo di città ai suoi cittadini.

GUARDA LA FOTOGALLERIA

Perché di questo si è trattato. Un tassello del puzzle tornato a posto dopo quel 6 aprile di due anni fa che aveva gettato all’aria tutto.

Un gesto simbolico importante, l’inizio di un nuovo corso, che superando intoppi e difficoltà avrebbe aperto la strada verso la ricostruzione della città.

Un gesto annullato in una notte dalla mano incivile di qualche teppistello che ha marchiato le nicchie con lo spray color rosso della sua superficialità e del suo poco amore verso questa città.

Perché solo chi non la ama davvero e profondamente può arrivare a danneggiarla nel momento in cui a fatica tenta di rifiorire.

Se è vero che le scritte potranno essere coperte, è vero anche che non basterà un colpo di vernice per cancellare l’offesa di questo stupido gesto dai cuori degli aquilani.

SANTORO, ASSOCIAZIONE ”LE NICCHIE”: ”DISPERATA E SCORAGGIATA, ERA SEGNO DI RINASCITA”

L’AQUILA – “Quando mi hanno detto quello che era successo mi sono sentita male, e sto ancora male”.

È scoraggiata e allo stesso tempo furiosa la signora Gabriella Santoro dell’associazione “Le nicchie”, che nell’esprimere lo sconforto per il monumento imbrattato da vandali questa notte non riesce a trattenere le lacrime di rabbia per il gesto incivile.

“Sono disperata e molto arrabbiata – dice – con questi ragazzi maleducati e stupidi e con i loro genitori, che non sono stati capaci di educarli. Nessuno ha capito cosa significava il restauro delle nicchie. Era un nuovo inizio, la resurrezione della città. Ma forse non ce lo meritiamo”.

L’amarezza della signora Santoro è anche per il lavoro che l’Ance ha fatto per restituire alle nicchie, danneggiate dal terremoto, il loro splendore.

“Penso – conclude amaramente – a tutte le persone generose che ci hanno lavorato e che in un mese sono riuscite a fare il miracolo. E in una notte tutto è andato distrutto”.

CIALENTE: “UNA TAGLIA PER SCOVARE QUESTI IDIOTI E DELINQUIENTI”

L’AQUILA – Ignoti hanno imbrattato, stanotte, le nicchie della storica scalinata di San Bernardino, posta di fronte la basilica intitolata al Santo e che proprio ieri erano state inaugurate, dopo il restauro operato dalla Soprintendenza ai monumenti, il sindaco, Massimo Cialente propone una ricompensa a chi porti informazioni valide a identificare i vandali.

Il restauro delle nicchie è stata un’operazione promossa dalle donne dell’associazione ‘Le Nicchie’ e interamente finanziata dall’associazione dei Costruttori edili della provincia dell’Aquila.

“Proprio ieri – ha osservato il sindaco Massimo Cialente – nel corso dell’iniziativa in cui l’associazione ‘Le Nicchie’, l’Ance, la Soprintendenza e il Comune restituivano alla città, e in particolare ai giovani aquilani, questo pezzo importantissimo della nostra storia, avevo sottolineato l’importanza del senso civico nel tenersi da conto questo angolo caratteristico dell’Aquila. Non ci sono parole per esprimere il disprezzo nei confronti di chi, dopo appena 12 ore dalla riconsegna dei lavori, ha voluto vanificare il lavoro e la passione posti in questa opera”.

“So di compiere un atto politicamente non corretto – ha proseguito Cialente – ma sono talmente indignato e offeso, come lo sono certamente tutte le aquilane e tutti gli aquilani, che ho deciso di promuovere una ‘taglia’ perché vengano scovati questi idioti e delinquenti. Una ricompensa (i primi 1.000 euro li metto io personalmente) a chi fornirà alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria degli elementi fondati, che portino all’identificazione e alla denuncia di chi si è reso protagonista di tale scempio. Persone che, con questo gesto vergognoso, hanno imbrattato anche la nostra anima, la nostra vita e la nostra identità”.

Il sindaco ha ricordato come ieri mattina, in occasione della presentazione della scalinata restaurata e della consegna ideale della stessa alle ragazze e ai ragazzi della città “eravamo commossi, perché consapevoli del fatto che ogni pezzo dell’Aquila che viene recuperato è un gradino che saliamo verso il riscatto del nostro dolore, un modo per rendere un omaggio sempre più significativo alla memoria dei nostri morti, un risultato che allevia i sacrifici che sosteniamo da quella maledetta notte”.

“Questo atto – ha concluso Cialente – suona come un’offesa alla città, al nostro dramma, al nostro dolore e come un vile attacco a questa nostra voglia di riscatto e di ricostruire. Chiedo con assoluto vigore alle forze dell’ordine di fare tutto il possibile perche vengano assicurati alla giustizia i colpevoli, veri corpi estranei della nostra comunità, annunciando fin d’ora che, quando si arriverà nelle aule giudiziarie, il Comune si costituirà parte civile”. 

FRATTALE, ANCE: “SONO AMAREGGIATO”

L’AQUILA – È comprensibilmente amareggiato e deluso Gianni Frattale, il presidente dell’associazione nazionale dei costruttori edili dell’Aquila che ha finanziato i lavori di restauro delle nicchie di San Bernardino, imbrattate da graffiti e scritte dopo appena qualche ora dalla cerimonia di riconsegna alla città.

“Mi hanno avvisato questa mattina alle 7 – spiega Frattale – Non ci sono parole per esprimere l’amarezza di questi momenti. Posso presumere che ci sarà una denuncia contro ignoti e che la polizia scientifica effettuerà i rilievi; al contempo penso si debba interagire immediatamente con la Soprintendenza per valutare che tipo di intervento effettuare”.

Non basta, infatti, ritinteggiare la murata deturpata dalle scritte, con un qualsiasi solvente acido, come ha spiegato il numero uno dell’Ance: “È un lavoro più complesso e bisogna agire prima che la vernice venga assorbita dal muro e si cristallizzi con il sole e le avversità del meteo”.

Nelle scorse  settimane si era parlato anche dell’installazione di telecamere di sorveglianza per valutare la possibilità di prevenire atti di vandalismo a cui la città è purtroppo abituata.

“Se ne è parlato, è vero, ma è rimasta una delle tante ipotesi – dichiara Frattale – Quello che mi sento di dire alle donne dell’associazione ‘Le nicchie’ che ha promosso il restauro è di non mollare e non arrendersi di fronte a questi atti di inciviltà. Io e la mia associazione faremo altrettanto”.

Frattale ha rivelato della possibilità di realizzare degli spazi dover far esprimere e disegnare i writer o e graffitari “per dare anche a loro uno spazio dove poter si esprimere. Ai giovani dico di voler più bene alla loro città”. (g.a.)

PEZZOPANE: “GESTO MESCHINO E GRATUITO”

“Un gesto meschino di gratuito vandalismo, fatto da chi non ama questa città”.

Questo il commento dell’assessore Stefania Pezzopane, che esprime rabbia e dolore, dopo aver appreso la notizia dell’imbrattatura durante la notte delle nicchie della scalinata di San Bernardino, appena restaurate e restituite alla città.

“Imbrattare un monumento è già un gesto incivile e grave. Addolora ancora di più un gesto insano come questo, soprattutto se si pensa che il restauro delle nicchie era stato un momento corale, cui ha partecipato la città intera, la gente, il popolo delle carriole, le associazioni, costruttori, restauratori…”.
 
“Ieri abbiamo vissuto un grande momento di gioia collettiva. Restituire un simbolo della città alla città è stato un segnale di ripresa. Chi ha imbrattato le nicchie, ha forse creduto di frenare i nostri entusiasmi. In realtà ha solo dimostrato quanta viltà e inciviltà ci possa essere dietro un simile  gesto”.

D’ERAMO (LA DESTRA): ”CITTA’ IN BALIA DEI VANDALI”

L’AQUILA – “Il sindaco Cialente fa l’ennesima sparata annunciando l’istituzione di una taglia per individuare i responsabili del vigliacco atto di vandalismo alle nicchie di San Bernardino. È del tutto inutile!”

È quanto afferma Luigi D’Eramo, consigliere comunale della Destra.

“Da quattro anni La Destra ha chiesto, anche con l’approvazione di un apposito ordine del giorno in Consiglio comunale, l’installazione di un sistema di video sorveglianza a difesa dei nostri monumenti. Nulla è stato mai fatto”, ha aggiunto.
 
“Questa amministrazione ha delle grandissime responsabilità – spiega D’Eramo – perché ha permesso che L’Aquila diventasse la città del ‘tutto è possibile’, senza ordine e senza sicurezza”.

“È un’amministrazione che non controlla il centro storico, in particolare la notte, che non ha voluto tutelare il nostro patrimonio – attacca l’esponente della Destra – che non è voluta intervenire nei confronti di chi da diversi mesi occupa l’ex asilo di viale Duca degli Abruzzi”.

“Molti immigrati vivono abusivamente nelle case inagibili degli aquilani – sostiene D’Eramo – rubano le nostre cose, vendono merci contraffatte in tutti gli angoli della città nell’indifferenza dei più. Questi sono i fatti di una città che muore sotto l’inerzia di una Giunta che produce solo sterili polemiche”. 

“Riproporremo per l’ennesima volta un ordine del giorno in Consiglio comunale per l’installazione di un sistema di video sorveglianza – conclude – vedremo se questa volta Cialente ci ascolterà”.
 

LI CALZI (COISP): ”VERGOGNOSO ATTO DI VANDALISMO”

L’AQUILA – “Il sindacato indipendente di polizia Coisp esprime il proprio sconcerto per il vergognoso atto di vandalismo che ha colpito l’intera comunità aquilana”.

Lo afferma Santino Li Calzi, segretario provinciale del sindacato di polizia, in riferimento all’episodio, a opera di ignoti, di danneggiamento delle nicchie della scalinata della Basilica di San Bernardino.

“Il nostro sindacato crede fortemente che non servano taglie per scoprire gli autori di questo scempio, ma spera e confida nel senso civico dei cittadini – aggiunge Li Calzi – che sono lo strumento più semplice per risalire ai responsabili di questo come di qualsiasi altro reato”.

“La collaborazione dei membri della comunità è sempre fondamentale per fornire agli investigatori i primi elementi di indagine. Un valido aiuto per la prevenzione degli atti vandalici sarebbe la ‘videosorveglianza’ – sottolinea Li Calzi – ma, come spesso accade, passata l’attenzione dei media, ogni proposta finisce nel dimenticatoio”.

“Il Coisp, essendo un’associazione di categoria che si sostiene esclusivamente con le quote associative dei propri iscritti (solo poliziotti) non ha purtroppo risorse da destinare al ripristino dei luoghi danneggiati, ma i suoi associati saranno felici di mettere a disposizione il loro tempo libero per dare una mano – conclude – affinché le lancette dell’orologio ritornino indietro di qualche ora”.