L’AQUILA – La fontana di San Vittorino (L’Aquila) in balia dei “nuovi vandali” e lasciata nell’incuria, mentre si asfaltano e illuminano strade per urbanizzazioni “personalizzate”.

Questa la denuncia di un cittadino della frazione aquilana, Giovanni Cialone, cui risponde una mail anonima ma firmata da un presunto “gruppo di cittadini”.

“Non si è mai visto il sig. Cialone armato di pala dedito alla pulizia né della fontana, né del pozzetto tantomeno della strada”

LA DENUNCIA

“Al bivio di San Vittorino, a cento metri dalla statale 80, c’è un’antica fonte costruita probabilmente dai romani con grossi lastroni di pietra chiamata ‘fonte vecchia’ che è servita da approvvigionamento idrico e da abbeveratoio per gli animali per secoli fino alla costruzione dell’acquedotto”.

La denuncia arriva da un cittadino della frazione aquilana San Vittorino, Giovanni Cialone con una lettera inviata al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e l’assessore ai Lavori Pubblici Alfredo Moroni.

“La sorgente che l’alimenta ancora getta un filo d’acqua. Intorno alla fonte un bell’acciottolato in pietra che disegnava un semicerchio. C’era l’acciottolato, perché ‘i nuovi vandali’ lo hanno quasi completamente divelto. Qualche giorno fa hanno asfaltato la via intitolata a Walter Vittorini (ambientalista, carissimo amico scomparso troppo presto che credo si sta rivoltando nella tomba). O meglio hanno asfaltato una piccola parte (circa 100 metri) di essa a servizio di un unico fabbricato. Fonte completamente abbandonata, avvolta dai rovi, pavimento divelto ma strada asfaltata ed illuminata. Con lo stesso finanziamento, credo, si è provveduto ad asfaltare ed a predisporre l’impianto di illuminazione per un altro tratto di strada interpoderale (via Larga?), meno di cento metri, che serve anche qui un’unica abitazione”.

“Magari il centro storico della frazione è in abbandono, la strada statale è solo parzialmente illuminata, mancano i guard rail lungo tratti di strada comunale pericolosa. Ed a proposito della città della cultura si privatizza l’acropoli, le catacombe sono chiuse, non si può accedere ai ruderi del castello Camponeschi, si permettono opere edilizie a ridosso del Camposanto”.

“Si provvede invece ad eseguire opere di urbanizzazione ‘personalizzate’. Davvero un buon inizio per questa amministrazione! Ed allora vorrei sapere, anzi pretendo di sapere da cittadino che contribuisce con qualche cent a pagare queste opere ed i funzionari e dirigenti quale sono i criteri e come si stabiliscono le priorità che portano a queste scelte”.

LA REPLICA

Risposta al cialtrone Giovanni Cialone.

Nessuno ha divelto nulla e gli unici che tengono ancora alla fontana sono gli abitanti vicino alla fonte stessa che con cadenza settimana si prodigano alla pulizia onde evitare la stagnazione e di conseguenza il maleodore dell’acqua.

Non solo, il sig. Cialone forse non sa o meglio, fa finta di non sapere, che l’incuria della stessa porta l’inverno ad un pericolo non di poco conto visto che gelando l’acqua non va più al piccolo pozzetto di raccolta ma in mezzo la strada e gelando crea una lastra spessa alcuni centimetri in piena curva!

Non si è mai visto il sig. Cialone armato di pala dedito alla pulizia né della fontana, né del pozzetto tantomeno della strada.

Dov’è il sig. Cialone che non vede che gli abitanti limitrofi per 40 anni hanno pagato e pagano le tasse ma non hanno cassonetti per l’immondizia e sono costretti a portarli a chilometri di distanza facendo respirare ai figli il malodore durante il trasporto.

Dove era il sig. Cialone quando hanno preso possesso dell’Ara di san Vittorino, quando hanno deturpato il cimitero, quando hanno costruito decine di casette (meglio dire ville) con la scusa del terremoto, affini compresi?
 
Talmente preso da non sapere nemmeno che la via è intitolata a Valter e non Walter (dubito anche sul “caro amico”!).

Caro sig. Cialone prima di ergersi a paladino della legalità si guardi dentro e fuori e soprattutto non si faccia portavoce delle malelingue del paese mettendo gli uni contro gli altri come per molti anni la “brutta politica” ha
fatto.

Di opere come dice lei di urbanizzazione ‘personalizzate ‘ne è pieno il paese (e non mi riferisco solo all’Italia). Forse questa volta è davvero un buon inizio per questa amministrazione, rendere onore a chi paga le tasse e spera in ottimi servizi dopo anni di vessazioni.

Anche noi come lei vorremmo sapere, anzi pretendiamo di sapere da cittadini che fine hanno fatto i soldi stanziati anni fa alla ristrutturazione della fontana stessa e di quelli stanziati per la pineta di San Giuliano dove lei era anche commissario…

Da tutto ciò nasce un sospetto del nostro caro compaesano… quello di tirare per la “giacchetta” il sindaco per un posticino da consigliere da qualche parte, non importa dove purché “se magna”!