L’AQUILA – Scontro tra l’assemblea cittadina e il Comune dell’Aquila sul “Salotto urbano”, lo spazio polivalente che dovrebbe sorgere nei pressi dell’auditorium di Renzo Piano nel parco del Castello cinquecentesco.

“Perché gli aquilani hanno saputo dell’iniziativa solo a cose fatte e nonostante il regolamento della partecipazione preveda il confronto con la cittadinanza?” si chiede l’assemblea.

“Quando il Comune smetterà di mettere ‘pezze’ alla ricostruzione della città, procedendo senza criteri e percorsi logici e condivisi, e inizierà, invece, a definirne un disegno generale per la città e il suo territorio?”, incalza ancora.

LA NOTA DELL’ASSEMBLEA

Da qualche giorno abbiamo appreso che la Giunta comunale dell’Aquila, il 26 giugno scorso, ha approvato il verbale di deliberazione n. 251 avente per oggetto “Approvazione protocollo d’intesa per la realizzazione di una struttura polifunzionale denominata ‘Salotto urbano in L’Aquila’”.

Nel Protocollo d’intesa si legge: “Su questa idea progettuale sono avvenuti più incontri che hanno visto la partecipazione dell’Accademia tedesca – Roma Villa Massimi, la fondazione della Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila, la direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, oltre a questa amministrazione comunale”.

Nonostante sembri già tutto deciso, l’assemblea cittadina chiede al sindaco dell’Aquila di applicare, con coerenza, quel “Regolamento degli Istituti della Partecipazione” che ha reiteratamente rivendicato come metodo innovativo, sia nel corso della appena conclusa campagna elettorale, che nella organizzazione dei tavoli istituiti prima e dopo la presentazione del programma di mandato in Consiglio comunale, invitandolo a rispondere pubblicamente alle seguenti domande.
 
Perché gli aquilani hanno saputo dell’”idea progettuale” solo a Protocollo siglato e, comunque, non dal sindaco?

Perché, nei tanti incontri fatti fra i sottoscrittori del Protocollo d’intesa summenzionato, a nessuno è venuto in mente di far intervenire i cittadini?

Come mai non si è ritenuto necessario informare e coinvolgere il Consiglio comunale?

Perché si continua a realizzare costose strutture “temporanee”, seppur a costo zero per l’amministrazione, che spesso non vengono percepite necessarie dai cittadini, nonché ritenute duplicati di quanto già posto in essere, o progettato?

Quando il Comune smetterà di mettere “pezze” alla ricostruzione della città, procedendo senza criteri e percorsi logici e condivisi, e inizierà, invece, a definirne un disegno generale per la città ed il suo territorio?