L’AQUILA – Alcune scuole hanno già ripreso le lezioni, altre riprenderanno entro il prossimo 20 settembre. All’Aquila il bilancio di inizio del nuovo anno scolastico non è poi così negativo. Le scuole secondarie superiori registrano un lieve aumento delle iscrizioni rispetto allo scorso anno: nonostante i segnali di ripresa non si è tornati ai numeri della fase pre sisma, e cioè prima del 6 aprile 2009.
Ma nulla di rilevante, a detta dei Dirigenti scolastici, che tirano le somme e non sembrano affatto pessimisti. A preoccuparli è soprattutto la riforma scolastica.
“La riforma Gelmini prevede un aggiornamento professionale degli insegnanti, a spese e gestione dell’ufficio regionale Scolastico, ma questo in Abruzzo non è avvenuto” – dichiara Natale De Angelo, preside del liceo Scientifico dell’Aquila.
“Una riforma che ha portato delle modifiche nei piani di studio e quindi un po’ di caos nell’organizzazione interna degli istituti – fa eco il preside dell’ Ipsiasar, Domenico Evangelista. – Ad esempio il nostro istituto d’arte è stato trasformato il Liceo Artistico, con un programma che non prepara più alla professione ma costringe i ragazzi a proseguire gli studi dopo il diploma”.
Insomma, ora la vera preoccupazione, vissuta e condivisa dalle scuole pubbliche di tutta Italia, anche per gli istituti aquilani sembra essere la riforma Gelmini, che angoscia i presidi ma anche e soprattutto gli insegnanti.
Il problema “edifici e messa in sicurezza pare invece superato”, almeno questa è la sensazione a sentire le dichiarazioni dei dirigenti scolastici aquilani.
“Un’ala del nostro edificio era danneggiata dal sisma – spiega Gianna Colagrande, preside dell’Iti “A. D’Aosta” – e già lo scorso anno i danni sono stati riparati, con la messa in sicurezza dei muri portanti. Inoltre quest’anno è stata rinnovata tutta la pavimentazione, e anche i bagni e le porte”.
Un restyling degli edifici, iscrizioni in lieve crescita rispetto all’anno scorso e anche qualche alunno che rientra, dopo un anno trascorso da sfollato sulla costa abruzzese, o in altre città della penisola.
Le scuole aquilane ripartono così con più forza di prima, data dalla voglia di ricominciare e di tornare alla normalità, anche se in fondo di normalità non si può ancora parlare.
“La partecipazione emotiva e le ferite sono ancora aperte – afferma ancora la Colagrande – e credo sarà così ancora per molto, ma noi ce la metteremo tutta come abbiamo fatto fin’ora”.
Ferite ancora aperte e conseguenze, non di poco conto, che qualche scuola si porta dietro. È il caso del Liceo Classico aquilano, che dopo la tragedia del terremoto è stato trasferito nel quartiere periferico di Pettino.
“Il problema da risolvere urgentemente è quello dei collegamenti con gli autobus, da e per la città. – dice il preside Angelo Mancini – Prima del sisma la nostra scuola era in una zona centrale, ora invece siamo qui a Pettino, e molti ragazzi hanno problemi a raggiungere l’istituto. L’Ama deve risolvere in fretta le questione, e naturalmente per fare questo c’è bisogno che anche la Regione intervenga, e al più presto”.
M.G.






