L’AQUILA – “Il pronto soccorso pediatrico? Ottima iniziativa, se solo qualcuno, però, prima di decidere, ne avesse parlato con il sottoscritto e con i medici che lavorano in reparto”.

Conferma le indiscrezioni di AbruzzoWeb il direttore dell’unità operativa di Clinica pediatrica dell’ospedale dell’Aquila, Giovanni Nigro, circa le difficoltà che vive la nuova struttura sanitaria donata da Sky, carente di personale specializzato e realizzata senza il coinvolgimento dei pediatri del San Salvatore.

“Quando Sky si è presentata con i 2,2 milioni di euro destinati alla Pediatria del capoluogo – ricorda Nigro – l’ex manager della Asl Roberto Marzetti e l’attuale direttrice del dipartimento Materno-infantile, Sandra Di Fabio, hanno organizzato il tutto tra loro due, senza neanche avvisarmi, dopodiché ci hanno detto ‘faremo questa cosa, sappiatelo e tenetevi pronti'”.

“Il risultato – si lamenta il direttore – è che adesso ci ritroviamo con un organico insufficiente che si deve sobbarcare decine di ore di turni notturni al mese, io stesso, nonostante abbia ben altri compiti e faccende da seguire, mi faccio la mia dose extra di guardie: è diventata una situazione insostenibile”.

“Ritmi di lavoro talmente stancanti – racconta Nigro – che due medici hanno preferito andarsene in pensione perché non ce la facevano più a rimanere così a lungo di notte, se la situazione non dovesse cambiare a breve temo che anch’io dovrò fare la stessa scelta, perché fare il medico in queste condizioni non è più possibile, soprattutto alla mia età”.

“Per cercare di alleggerire i carichi – rivela – proporrò al direttore amministrativo di utilizzare le donazioni che abbiamo raccolto come associazione di pediatri aquilani, 28 mila euro, per dare una borsa a una nuova figura professionale che possa aiutarci, il problema è che l’anno prossimo quei soldi non ci saranno più, mentre le esigenze del reparto rimarranno”.

Anche sul fatto dei medici specialistici che non ci sono, Nigro ribadisce quanto già scritto sul nostro sito: “Non chiedo che il San Salvatore diventi attrezzato come il Bambin Gesù o il Gaslini (nosocomi di Roma e Genova all’avanguardia per la cura dei bambini, ndr), ma almeno che non si debba sempre fare affidamento sulla buona volontà dei ‘medici dei grandi’ che con grande professionalità vengono incontro alle esigenze dei nostri pazienti”.

La domanda finale riguarda l’utilizzo dei fondi messi a disposizione dall’emittente satellitare: “I conti? Non so chi ce li abbia, certo non io. Io di quei soldi non ne ho saputo nulla all’inizio e non ne so nulla ora. Dovreste chiedere a chi li ha gestiti trattando la vicenda come se fosse un segreto di Stato”.