L’AQUILA – Saranno riconsegnati la prossima settimana gli appartamenti dell’ottocentesco palazzo Cappa Cappelli, in corso Vittorio Emanuele, che ospitava anche numerose attività commerciali nei locali della sua corte interna.

La ristrutturazione dell’edificio che ha accompagnato la storia del capoluogo e del suo passeggio cittadino, è costata circa 9 milioni di euro.

Ingenti i danni riportati a seguito sisma del 2009 che ha causato il crollo di alcune volte e il danneggiamento dei muri portanti, delle coperture e della corte interna.

Saranno 4 le famiglie che potranno rientrare a casa: tra queste anche quelle dei proprietari Giansaverio e Francesco Cappa.

“Siamo entusiasti di poter tornare a vivere nella nostra casa, dopo oltre 6 anni dal sisma – afferma Giansaverio Cappa – Gli appartamenti saranno riconsegnati la prossima settimana, ma dovremo aspettare l’autunno per permettere gli allacci delle utenze. Spero potranno tornare presto anche tutte le attività che si trovavano a piano terra”.

Il palazzo, vincolato dalla Soprintendenza unica archeologica, belle arti, e paesaggio per la città dell’Aquila e i comuni del cratere, è appartenuto nella prima metà dell’800 ai marchesi Antonini e successivamente al marchese Francesco Cappelli che lo lasciò in eredità ai Cappa.

“Ogni palazzo che viene restituito alla città è un’emozione e una nuova ripartenza – prosegue – anche se c’è ancora molto da lavorare negli edificio adiacenti, per i quali in molti casi la ricostruzione è ancora ferma, come ad esempio per palazzo Cipolloni, di proprietà della Compagnia dei Gesuiti di Napoli e sede dello storico tabaccaio”.  

“La nostra speranza è che possano iniziare presto i lavori – aggiunge – Fino a quando ci saranno i cantieri il centro non sarà facilmente vivibile”.

Recuperate anche tutti gli elementi di pregio di palazzo Cappa Cappelli, come le volte dipinte e i pavimenti alla veneziana, come spiega l’architetto della Soprintendenza Antonello Garofalo: “Le volte erano molto danneggiate e per poterle recuperare abbiamo dovuto smontare pezzo per pezzo i pavimenti in battuto veneziano dei piani superiori”.