L’AQUILA – Sono allarmanti i dati diffusi sulla povertà in città, aumentata sensibilmente dopo il terremoto del 2009.

La Croce Rossa Italiana (Cri) sezione dell’Aquila è rientrata da poco più di un anno, nel luglio 2010, nella sua sede storia in viale della Croce Rossa, ma non ha mai interretto, “nemmeno con il terremoto” la sua attività e azione sul territorio cittadino.

Questa mattina, nel corso di una conferenza, il commissario del Comitato provinciale della Croce Rossa, Carla Lettere, ha illustrato alla stampa i risultati di due anni di lavoro intenso nella città terremotata.

“Dopo il rientro in sede, nel luglio 2010 – ci spiega la Lettere – abbiamo capito che il servizio che offrivamo doveva cambiare, per adeguarsi alla nuova geografia della città. Abbiamo attivato un “Ambulatorio Mobile”, in un motocaravan fornito dal Commissario regionale della Cri, Maria Teresa Letta, con cui abbiamo potuto raggiungere le nuove realtà e quatieri della città e i nostri assistiti, soprattutto quelli più anziani”.

Due volte a settimana il motocaravan raggiunge in orari e in luoghi prestabiliti gli assistiti, fornendo: misurazione della pressione, della glicemia, fornitura dei medicinali e soprattutto un punto di ascolto.

“Le persone ci accolgono come amici – ha continuato la Lettere – vogliono soprattutto l’ascolto, raccontare la loro esperienza del terremoto e ci chiedo di non abbandonarli”.

La Lettere ha precisato “che l’intento è portare avanti questo genere d’intervento mobile per rispondere alle esigenze dei cittadini. In più nel 2012 partiranno dei progetti mirati per fasce d’età, perché anziani e ragazzi hanno esigenze diverse”.

Riguardo al numero di assistiti emerge un dato allarmante, “nel 2008 su un totale di 213 famiglie a cui davamo assistenza (beni di prima necessità, vestiti, cibo e medicine ndr.), solo il 35 per cento erano italiane, i dati in nostro possesso ci rivelano che nel 2011 la percentuale degli assistiti aquilani è salita al 48 per cento. All’Aquila è aumentata la povertà, molti hanno perso il lavoro e hanno bisogno di aiuto”.

Il numero totale di assistiti è rimasto più o meno invariato, 1300 circa, ma a quanto pare il terremoto ha gettato molte famiglie nell’indigenza. Il dato è soltanto sul numero di famiglie assistite dalla Cri, ma andrebbe fatto un confronto incrociato con altre associazioni per vedere a quanto ammontano i nuovi poveri post sisma.

Quello che la Cri offre agli assistiti sono, oltre all’ascolto, medicine, cibo, vestiti, buoni latte per le madri in difficoltà e anche corredini, “stiamo molto vicini alle donne che hanno bisogno”, ha dichiarato la Lettere.

L’intento della Croce Rossa dell’Aquila è di creare una rete con le altre associazioni che elargiscono aiuti alla popolazione indigente e in difficoltà “stiamo già dialogando con la Caritas diocesana, perché è importante coordinare gli aiuti”, ha spiegato il commissario provinciale della Cri.

Per i giovani saranno, a breve, attivi progetti “per ricreare l’identità, il senso di appartenenza che in molti hanno perso con il terremoto”. Già ci sono interventi nelle scuole per la prevenzione contro le malattie a trasmissione sessuale, contro l’uso di alcool e droga.

“Siamo in partenariato con la Provincia dell’Aquila, per il progetto “Guida sicura”, stiamo fuori dai locali per impedire l’abuso di alcool e droga”, ha continuato la Lettere.

I 500 volontari locali della Cri, sono attivi anche a San Demetrio (L’Aquila), Castel del Monte (L’Aquila) e Rocca di Mezzo (L’Aquila), dove oltre al trasporto in ambulanza, offrono anche il servizio di teleconforto e telesoccorso, chiamando periodicamente gli assistiti, soprattutto anziani per sapere se necessitano di qualcosa o anche solo per fargli compagnia.

Altro evento molto importante sarà l’assegnazione di sei borse di studio a studenti meritevoli con problemi economici. La cerimonia di consegna avverrà l’8 novembre 2011, con la presenza anche del commissario regionale Letta, “quattro delle sei borse saranno assegnate a studenti stranieri, cinque sono ragazze, soltanto una borsa andrà a un maschietto”, ha concluso la Lettere.

Presso la sede aquilana della Cri c’è anche l’unico centro attivo di raccolta sangue della Croce Rossa Italiana di tutta Italia. Con i suoi 3 mila donatori, la raccolta sangue della Cri all’Aquila non si è mai fermata grazie all’autoemoteca che ha sopperito alla mancanza di una sede nell’immediato post sisma.