L’AQUILA – Chi va piano va sano, un passo alla volta.
Un mese dopo la presentazione delle brochure informative, cominciano a comparire in giro per L’Aquila e il circondario i cartelli stradali che indicano alla popolazione le aree dedicate al piano di protezione civile.
Promesso e ritardato, oggetto di polemiche e smentite, comunque inservibile subito prima e dopo il 6 aprile 2009 e forse operativo solo oggi, a tre anni dal sisma, il documento indica 70 aree di attesa, che la popolazione deve raggiungere in caso sia necessario lasciare le proprie abitazioni, e 16 aree di accoglienza, destinate a ospitare tendopoli o comunque strutture temporanee per chi non può far ritorno a casa propria in caso di emergenza di qualsiasi genere, su tutte quella sismica.
Così una volta tirati fuori gli opuscoli e presentati in conferenza stampa, ora sono arrivati i cartelli.
Adesso mancano solo le aree. Quelle “di accoglienza” in realtà hanno bisogno solo di manutenzione, visto che sono quelle stesse aree che ospitavano le tendopoli nei giorni terribili dell’emergenza.
Per le aree di attesa, invece, l’amministrazione è impegnata in tutta una serie di lavori di sistemazione.
A questo punto non resta che attendere l’ulteriore “passettino”, e chissà che il Comune non riesca a dichiarare la piena operatività ed efficienza del piano.
Magari riuscirà a farlo prima del voto del prossimo maggio. (alb.or.)



