L’AQUILA – È di nuovo allerta eternit all’Aquila.
L’associazione per i diritti del cittadino ha presentato un esposto ai carabinieri e al Corpo forestale dello Stato per la presenza del materiale pericoloso in un cantiere dove si stanno eseguendo i lavori di demolizione di un edificio: si tratta della schiera di case situata nel quartiere di Santa Barbara, in via Stefano Santucci, numeri civici 3-5-7-8-11.
Proprio una di queste abitazioni, quella posta all’estremità della schiera, è tristemente nota per essere crollata la notte del 6 aprile 2009 causando la morte di una donna.
Come si legge nella denuncia, inviata anche all’Arta (Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente) “sono stati eseguiti lavori di demolizione e trasporto delle macerie (tuttora in corso), senza la rimozione preventiva di numerosi residui di eternit in spregio delle norme civili e penali a garanzia della salubrità pubblica”.
Stando a quanto riportato nella denuncia, alla quale sono state allegate foto a disposizione delle autorità, l’amianto era presente nei serbatoi e nelle tubazioni, e sarebbe stato ‘mescolato’ alle macerie derivate dalla demolizione senza essere opportunamente smaltito da parte di una ditta specializzata.
Un fatto che, se dovesse essere verificato, metterebbe a serio rischio la salute pubblica per il possibile sprigionamento nell’aria delle pericolosissime particelle di eternit nell’aria: il quartiere, che dopo il sisma si era quasi totalmente svuotato, è tornato a popolarsi negli ultimi mesi grazie alla ricostruzione ‘leggera’ delle abitazioni circostanti. Nella zona sono inoltre presenti diverse attività commerciali.
L’associazione che ha presentato la denuncia ricorda che “la normativa di riferimento prevede il nulla osta preventivo dell’Asl prima di poter accedere con i lavori di demolizione e successivo smaltimento”.
“La circostanza – si legge ancora – appare ancor più grave se si pensa che neppure in sede di analisi delle macerie per il trasporto alla risulta, operato necessariamente sotto il controllo degli organi di vigilanza della committenza, è stata rilevata la presenza di detto materiale, che dalle foto appare ben visibile”.
L’associazione chiede quindi che “siano adottati tutti i provvedimenti opportuni a tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori che operano sul cantiere, con ogni conseguenza di legge a carico dei responsabili”.




