L’AQUILA – “L’ospedale dell’Aquila tornerà a funzionare totalmente tra sei mesi, attraverso degli step graduali con cui i vari reparti ‘rientreranno’ nella struttura riparata dopo i gravi danni subiti con il sisma del 6 aprile 2009”.
Questo è quanto ha affermato il direttore della Asl n.1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, che questa mattina ha illustrato la situazione attuale, le strategie di riattivazione dei vecchi reparti e l’apertura di nuovi servizi, partendo dal primo tassello nella ricomposizione dell’ospedale messo stamattina con la riapertura del reparto di Dialisi, che dalla struttura provvisoria è “rientrato” in quella muraria.
La conferenza è stata il pretesto anche per chiarire le questioni più prettamente economiche legate all’azienda ospedaliera, dai fondi per la ricostruzione alle prospettive economiche future, che verranno migliorate soprattutto se gli aquilani torneranno tutti in città a curarsi nella loro Asl.
Per quanto riguarda l’area dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, Silveri ha mandato una frecciatina ai comitati che ne occupano una zona ribadendo “che non è un parco pubblico”, e ha poi affermato che in progetto, al momento, c’è il recupero di una sola palazzina nella quale verranno messi gli uffici amministrativi.
LA RIATTIVAZIONE DEI REPARTI
“Entro i primi mesi dell’anno prossimo – ha spiegato – torneranno in funzione nella sede definitiva l’Unità di Emodinamica, l’Unità coronarica e Cardiologia; entro marzo andrà nella sede definitiva l’Unità di Emotrasfusione che adesso viene tolta e messa dove fino a qualche giorno fa era la Dialisi. Entro marzo sposteremo il centro di prenotazioni e pagamento ticket dalla postazione attuale a una più agevole perché a piano terra, con indubbio vantaggio per le persone che potranno parcheggiare lì davanti”.
Verranno attivati anche nuovi servizi, in grado di agevolare l’utenza. “Entro dicembre partirà una sperimentazione informatica, iniziando dal laboratorio analisi, attraverso la quale si potranno informare le persone via sms o via e-mail sul loro turno. Chi dovrà fare le analisi, per esempio, potrà ricevere sul proprio cellulare o sul computer la comunicazione dell’orario esatto nel quale verrà eseguito il prelievo. Chi invece si recherà presso lo sportello, prenderà il numeretto sul quale sarà riportata l’ora esatta del proprio turno”.
Una soluzione che, nelle intenzioni del direttore della Asl, “comporterà tanti vantaggi: si eviterà l’assembramento delle persone in coda e i parcheggi si alleggeriranno”.
Nella successione degli step di ripristino dei reparti, Silveri ha previsto la riattivazione del reparto Farmacia e Anatomia patologica, mentre da ultimo è previsto il ripristino del Delta chirurgia, che verrà ammodernato e dotato anche del reparto di Ostetricia e ginecologia. Quest’ultimo reparto lascerà spazio a Oculistica.
DANNI, FONDI DISPONIBILI E BILANCI
Nel corso dell’incontro, Silveri ha voluto chiarire la situazione dei fondi che attualmente l’azienda sanitaria ha a disposizione per la ricostruzione del’edificio, e dei danni, strutturali e non, che l’ospedale ha subìto col terremoto.
“I danni cosiddetti di ‘gestione ordinaria’ – ha spiegato – sono stati 31,5 milioni. Chiudendo il bilancio del 2009 l’azienda si trovava con un deficit di circa 51 milioni. Per sanare questo deficit sono stati utilizzati i 47,5 milioni ricevuti come rimborso dall’assicurazione. In questo modo il bilancio è stato chiuso con un passivo di soli 3,5 milioni”.
Per la ristrutturazione e messa a norma dell’ospedale l’azienda, a detta del direttore, si è avvalsa dei 47 milioni ricevuti in base all’articolo 20 della legge 67 del 1988, che prescrive quali sono le modalità di finanziamento per la sanità sia per la realizzazione di opere che per l’acquisto di macchinari.
“Per quanto riguarda il bilancio del 2010 – ha proseguito – se ci sarà una perdita, questa sarà determinata quasi esclusivamente dalla ‘mobilità passiva’, cioè l’attività sanitaria che i cittadini appartenenti a questa Asl, che non sono tornati ancora all’Aquila, hanno effettuato fuori”.
“In base alle previsioni fatte – ha detto – abbiamo calcolato che se i cittadini toneranno, la Asl dovrebbe chiudere il bilancio in pareggio, stimato intorno ai 500 milioni di euro l’anno”.
COMITATI DI DISTRETTO E OSPEDALI DI COMUNITA’
Nei progetti della Asl c’è anche l’istituzione dei “comitati di distretto”, un tipo di organizzazione in cui il direttore del distretto d’intesa con i sindaci dei vari comuni, stabilisce le necessità particolari di quel territorio.
“Il nostro obiettivo – ha spiegato – è arrivare agli ‘ospedali di comunità’, delle strutture che offriranno un’assistenza medica vicino casa 24 ore su 24”.
“Dobbiamo riuscire a dare alle persone – ha spiegato Silveri – un’assistenza che sia più vicina a casa. In questo modo l’ospedale non sarà la ‘casa della salute’, ma uno degli anelli della sanità dedicato a chi ne ha veramente bisogno”.
L’AREA DI COLLEMAGGIO
Sulle intenzioni di recupero delle strutture di Collemaggio, Silveri ha esplicitato l’intenzione per il momento di recuperare solo una palazzina da destinare agli uffici amministrativi.
“Entro marzo-aprile dell’anno prossimo speriamo di poter far tornare in esercizio una palazzina, dal costo di un milione di euro”.
Una piccola frecciatina Silveri l’ha lanciata anche ai comitati che da dopo il sisma occupano l’area di Collemaggio.
“Collemaggio è proprietà privata dell’azienda sanitaria locale. Viene scambiato come una sorta di parco pubblico, ma questo non può essere tollerato”.(e.m.)





