L’AQUILA – Lo storico edificio delle Poste e Telegrafi di piazza Duomo all’Aquila non ha ancora una destinazione d’uso: è infatti ferma da più di un anno l’istanza di variazione per la trasformazione in struttura ricettiva presentata al Comune capoluogo da parte della proprietà del palazzo.

L’immobile è stato acquistato all’asta alcuni anni fa da un fondo immobiliare che fa capo a Camillo Colella, patron dell’azienda Acqua Santa Croce, società che, tra le altre cose, ha un duro contenzioso in corso con la Regione Abruzzo sull’imbottigliamento dell’acqua di Canistro (L’Aquila).

La richiesta, se approvata, consentirebbe il completamento dei lavori di rifinitura interna e suddivisione dei locali per adibirli a struttura ricettiva con una formula tipo “residence, ovvero mono e bilocali autonomi, arredati e dotati di cucina, per rendere autonomi i turisti che vi avessero soggiornato, ma anche per essere offerti ad un target diverso di clienti, come professori o studenti fuori sede, o lavoratori – precisa ad AbruzzoWeb lo stesso Colella – rispetto a un tradizionale albergo”.

Un’ipotesi rigettata al mittente dal Comune che, per bocca degli allora sindaco, Massimo Cialente, e assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, ha fatto sapere che il prerequisito per ogni cambiamento è che almeno al piano terra tornino le Poste. Non le “Centrali”, ormai stanziate per sempre a Centi Colella, ma quanto meno un ufficio postale, e sarebbe il primo a riaprire nel centro storico. Per l’amministrazione a inizio 2015 c’erano buone prospettive ma da allora il tema è rimasto sopito.

Circa 2 milioni di euro è stato l’importo necessario per i lavori di ristrutturazione, finanziati con fondi privati e senza ricorrere al contributo pubblico.

All’inizio degli anni Trenta, lo stabile prese il posto di un piccolo gioiello di architettura, mai troppo valorizzato: le cosiddette Case Cancelle, esempio di bottega tre-quattrocentesca la cui facciata fu salvata dalla demolizione e rimontata su un gruppo di case in via Simeonibus, dove giace ancora oggi circondata dai cantieri della ricostruzione che la sfiorano senza prenderla in considerazione.

Resta il mistero, comunque, a proposito dell’effettivo proprietario delle Case Cancelle, che, secondo quanto si è appreso, non sembrano far parte del pacchetto del palazzo delle Poste, ma non è neppure ben chiaro se siano proprietà del Comune dell’Aquila.

Quanto alle Poste, dopo un primo rigetto della domanda da parte della precedente amministrazione cittadina, i lavori di riparazione dell’edificio, sottoposto a vincolo artistico da parte della Soprintendenza, si sono limitati al ripristino delle facciate e del tetto, oltre agli interventi necessari per il consolidamento del palazzo.

“La vecchia amministrazione Cialente non ha portato avanti questo nostro progetto di trasformare l’ex palazzo delle Poste in una struttura ricettiva – commenta ancora l’imprenditore molisano – Non ci sono proprio mai state risposte, né positive né negative. MI è sembrata come un’inerzia generale nei riguardi dell’istruttoria della pratica”.

Attualmente, l’immobile ha una destinazione d’uso “commerciale per quanto riguarda il piano terreno, che ospitava gli sportelli dell’ufficio postale, e direzionale e uffici per il piano superiore – precisa Colella – siamo aperti a valutare le proposte di chi fosse interessato a occupare gli spazi commerciali, e anche dal lato di Poste Italiane si è parlato di riaprire al piano terra uno sportello, sia pure di dimensioni contenute”.

Il ritorno di un ufficio postale, il primo in centro storico, era stato posto come requisito fondamentale dall’amministrazione Cialente per poter valutare eventuali cambiamenti di destinazione d’uso della restante superficie. 

“Si sta provando a far ripartire il dialogo con questa nuova amministrazione, intorno allo sblocco dell’iter della pratica, amministrazione che ha mostrato la disponibilità a riprendere le valutazioni . Uno sblocco della situazione permetterebbe di concludere i lavori e soprattutto – conclude Colella – porterebbe di certo alla creazione di nuovi posti di lavoro”.