L’AQUILA – A scoppio ritardato, dopo una settimana di meditazione, il Consiglio comunale dell’Aquila boccia la nomina di Antonio Cicchetti (nella foto a destra) come nuovo vice commissario per la ricostruzione.
Vice commissario che, per l’assemblea, “non ha mai ricevuto una legittimazione democratica e popolare”.
Dopo un pomeriggio di discussioni e limature sul testo, l’assemblea ha infatti approvato all’unanimità l’ordine del giorno, proposto una settimana fa dal consigliere Enrico Perilli (Rifondazione), che impegna il sindaco Massimo Cialente (nella foto a sinistra) a chiedere la revoca del vice commissario di fresca nomina.
Hanno votato a favore Rifondazione, Italia dei valori, Comunisti italiani, Pd, Impegno per L’Aquila, L’Aquila città unita e Sinistra per L’Aquila: un totale di 16 consiglieri, con il centrodestra assente e il numero legale (14 in seconda convocazione) che non è mancato per un soffio.
Un’approvazione che sa quasi di vendetta per Cialente, oggi assente alla discussione per motivi di salute, visto che sul nome di Cicchetti e più in generale sulla nomina di un altro vice di Gianni Chiodi il sindaco dell’Aquila ed ex vice commissario ha dato battaglia fin dall’inizio, arrivando a minacciare le dimissioni, una minaccia poi concretizzata, in caso di distinzione di ruoli poco chiara nell’ordinanza di nomina.
Nel suo intervento in aula per illustrare il documento, giovedì scorso, Perilli aveva posto l’accento anche sulla remunerazione del vice commissario.
“Sulla base dell’ordinanza che contiene la nomina – aveva dichiarato – la retribuzione di Cicchetti è equiparata a quella del coordinatore della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, vale a dire 40 mila euro al mese”.
“È vergognoso – ha aggiunto – che in questa città ci siano due manager che guadagnano, insieme, 80 mila euro al mese, denari con i quali si potrebbe realizzare un congruo numero di Map e risolvere molti problemi legati all’emergenza”.
IL DOCUMENTO APPROVATO
Emendato rispetto alla prima stesura, l’ordine del giorno rileva in premessa che “il dottor Cicchetti è noto in città per le “vicende della Perdonanza”, che si riassumono in un produzione di debiti fuori bilancio, inchieste giudiziarie e l’incredibile vicenda del Premio Perdonanza non pagato al Vescovo di Sarajevo”.
Sono stati quindi stralciati, rispetto al testo presentato dal consigliere nell’ultima seduta consiliare, i riferimenti alla “sentenza di condanna da parte della Corte dei Conti n. 77 del 2008” sempre sulle vicende della Perdonanza.
“Il dottor Cicchetti – prosegue l’ordine del giorno – non ha mai ricevuto una legittimazione democratica e popolare per ricoprire tale incarichi apicali. Gli enti locali, inoltre, costantemente esautorati delle proprie funzioni, dovrebbero tornare ad amministrare il proprio territorio e la nomina di un nuovo Commissario allontana questo processo di riappropriazione delle funzioni statutarie degli enti locali”.
L’approvazione del documento da parte del Consiglio impegna pertanto il sindaco a presentare ufficialmente al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e al commissario per la ricostruzione Chiodi la contrarietà del Consiglio stesso alla nomina di Cicchetti a vice commissario e, pertanto, a chiederne la revoca.



