L’AQUILA – “E’ un fenomeno causato dall’inversione termica, evento non insolito a L’Aquila trovandosi in una conca”.

A spiegarlo è Guido Visconti, fondatore del Cetemps in pensione da 2 anni e professore emerito all’Università dell’Aquila in fisica,  mentre persiste nel capoluogo L’Aquila oramai da due giorni una fitta nebbia.

“Durante un’inversione termica – spiega Visconti – salendo di quota l’aria risulta più calda. Ciò può accadere sia in quota per effetto di subsidenza atmosferica che al suolo per effetto dell’ irraggiamento terrestre notturno. L’intensità del fenomeno può essere anche notevole con la temperatura che aumenta fino a diversi gradi in poche centinaia di metri di quota”.

“La temperatura notturna del suolo – prosegue Visconti –  si abbassa di più di quella dell’atmosfera creando un circolo. Non è strano in ogni caso perchè L’Aquila ha sempre nebbia trovandosi in una conca sono frequenti queste inversioni”.

“La temperatura – spiega ancora Visconti – invece di diminuire con l’altezza aumenta e quindi crea un’eccessiva stabilità dell’atmosfera che intrappola nebbia e inquinanti presenti nella bassa atmosfera. Uscendo dal periurbano è normale che arrivando già nella zona di Poggio Picenze per esempio ci sia il sole. Lì finisce la valle, la conca aquilana è limitata alla zona urbana. Quando si esce e si va in periferia il fenomeno cessa”.