L’AQUILA – “Poteva essere un simbolo della cultura di alto respiro, prodotta in questa città, da custodire e mostrare con orgoglio, specialmente nel 2026, anno in cui L’Aquila sarà capitale italiana della cultura. Invece con un’azione subdola e violenta, gli Amministratori di questo Comune hanno cancellato un murale di incontestabile valore, dedicato ad un poeta Edoardo Sanguineti, intellettuale di livello europeo, professore di letteratura italiana in varie università, innovatore della lingua e del linguaggio poetico, unanimemente riconosciuto come una delle menti più alte e nobili del nostro Paese”.
Sono le parole amare di Anna Maria Giancarli, dell’associazione culturale Itinerari Armonici in merito alla cancellazione del murale dedicato al poeta e drammaturgo Edoardo Sanguineti, realizzato nel 2013 dall’artista Luca Ximenes sul muro di scarpa di Viale Ovidio, nel corso dei lavori disposti dal Comune per la riapertura della strada verso la Fontana Luminosa. L’opera era stata autorizzata dalla Sovrintendenza ed ideata all’interno di una manifestazione in occasione della Giornata mondiale della poesia del 2013.
“L’associazione Itinerari Armonici – ricorda Giancarli -, per quanto già realizzato nell’ambito poetico cittadino, già nel 2012 aveva avuto il patrocinio dell’ Unesco il cui Presidente era venuto in città per consegnare al Comune un attestato che proclamava L’Aquila ‘città centrale della poesia’. Alla luce di queste stringate informazioni, quello perpetrato si rivela un atto offensivo sia per l’ associazione Itinerari Armonici, tenuta all’oscuro di tutto, sia per l’assoluta mancanza di rispetto per un’operazione culturale significativa ed attuale nella forma, sia ancora per il Comune stesso che, all’epoca, aveva contribuito a realizzare l’iniziativa”.
“Promuovere e praticare la cultura è un segno di civiltà ed una luce per ogni avanzamento individuale e collettivo. Qualsiasi atto contrario offende e lede questi valori che poggiano soprattutto sull’interazione tra le molteplici forme di cultura per costruire una pacifica convivenza tra i Popoli. Pertanto la gravità dell’accaduto pregiudica la credibilità di una città che sarà, come dicevo all’inizio, Capitale italiana della Cultura, nella quale, però, accadono simili vicende”, .






