L’AQUILA – Il problema di una struttura coperta nel capoluogo abruzzese è sempre più grave dopo il terremoto di due anni fa. A lanciare l’allarme è il presidente del Cpga, Centro polisportivo giovanile aquilano, nonchè allenatore, Mario Miconi
“Credo che non si vuole capire – ha detto – che eventi come la competizione organizzata sulla pista all’aperto gestita da Verdeaqua domenica scorsa, sono organizzati anche per richiamare l’attenzione dei politici che ci governano. Le istituzioni devono capire che il pattinaggio potenzialmente può ancora esprimere performances di alta qualità facendo di nuovo nascere atleti di alto livello. Purtroppo sta quasi per sparire a causa della mancata riapertura dell’impianto coperto di viale Ovidio necessario per ricostituire il vivaio, base necessaria per la crescita di nuovi atleti e mantenimento di coloro che partecipano ad eventi di alto contenuto tecnico e si misurano con atleti di livello mondiale di altre Nazioni”.
“Scommetto, una volta riaperto e reso agibile – continua Miconi – l’impianto di viale Ovidio sarà meta di ogni sorta di disciplina, mentre i pattinatori lo hanno dovuto obbligatoriamente usare quando dentro si gelava a causa della carenza di riscaldamento, quando ci pioveva a causa delle infiltrazioni di acqua dal tetto, senza le docce e i bagni e non ultimo lurido e sudicio dopo le varie feste danzanti organizzatevi all’interno. Si fa finta che il problema non esiste e si perde tempo. Ci viene detto che i finanziamenti ci sono, parrebbe 350 mila euro: allora perché ad oggi i lavori ancora non partono?”.
Miconi poi ricorda che “il pattinazzetto di viale Ovidio, prima in fase di ristrutturazione ad opera della Veneta ditta Steda, con una grande conferenza fatta in pompa magna, ora è in cerca di chi lo sistema, non sarà pronto prima di dicembre se tutto va bene, quindi dovremo continuare ad allenarci in qualsiasi condizione meteoclimatica nella pista comunale di San Sisto, gestione Cooperativa Verdeaqua che ringrazio per la collaborazione data all’evento organizzato lo scorso 21 Agosto”.
Questo è il motivo per Miconi della carenza del settore giovanile e della scuola di pattinaggio all’Aquila: “Siamo carenti nelle categorie che vanno dai Giovanissimi ai Ragazzi, compresi nell’età che va dai 7 ai 12 anni. Cosa si prospetta? Fare ancora i pendolari tra Avezzano, Pescara e San Benedetto del Tronto. Ma perché in tre città diverse? Perché se è vero che ti ospitano è pur vero che ’ospite dopo un po’ da fastidio per tanti motivi, vuoi perché da impiccio, vuoi perché gli allenatori non si esprimono al meglio per non mettere in mostra le diverse metodologie di allenamento ed anche perché poi magari gli ospitati vanno meglio in gara”.
Ma le istituzioni cosa fanno per il pattinaggio del capoluogo abruzzese? “In tutto questo dobbiamo, haimé notare – risponde Miconi – l’assenza cronica di tutti gli enti dello sport, per il loro mancato interessamento alla soluzione di questo annoso problema, ed in particolar modo la Delegazione provinciale e il Comitato regionale della Federpattinaggio, completamente assenti e fuori da questa problematica. Probabilmente si sta aspettando che il pattinaggio aquilano chiuda i battenti”.
“Per quanto mi concerne – conclude Miconi – lotterò con forza affinché ciò non accada”.






