L’AQUILA – Polemiche all’Aquila per quanto accaduto questa mattina, negli uffici della Direzione sanitaria della Asl 1 in via Saragat, prima di un incontro tra sindacati, Regione Abruzzo e azienda sanitaria aquilana: a denunciare una aggressione verbale ai suoi danni da parte di un esponente sindacale è stato Marcello Vivarelli, segretario provinciale Fesica L’Aquila di categoria Terziario e segretario provinciale Fesica Teramo, nonché lavoratore di cooperativa che svolge il proprio lavoro negli uffici di via Saragat.
Vivarelli, in una nota inviata agli organi di informazione, aveva fatto il nome del segretario generale della Uil Abruzzo, Michele Lombardo, accusandolo di essere il colpevole dell’aggressione verbale che sarebbe stata perpetrata ai suoi danni, suscitando però le ire dello stesso Lombardo che ha prontamente annunciato di valutare le vie legali, non essendo presente all’incontro all’Aquila; Vivarelli nel frattempo ha inviato una seconda nota, nella quale, tra le altre cose, si è scusato con Lombardo per averlo confuso con un altro esponente sindacale della Uil abruzzese, Fabrizio Truono.
“In merito alle notizie di stampa relative ad una presunta aggressione verbale da parte del segretario generale della Uil Abruzzo, Michele Lombardo, ai danni di Marcello Vivarelli del sindacato Fesica, si specifica che in data 22 aprile il segretario Lombardo è a Roma per impegni sindacali e che quindi non era alla Asl di L’Aquila, dove sarebbe accaduto il presunto fatto, e che peraltro non conosce la presunta vittima. Lombardo, altresì, si riserva di adire le vie legali per vedere ripristinata l’onorabilità della sua figura”, ha dichiarato la Uil sul proprio sito internet.
Vivarelli, dal canto suo, nella seconda nota inviata agli organi di informazione poco dopo la prima, ha affermato che “In un primo momento, ho confuso Truono con Michele Lombardo, col quale mi scuso per aver fatto erroneamente il suo nome”, per poi puntare il dito nei confronti di Truono, il quale, secondo l’esponente sindacale Fesica, si sarebbe scagliato contro di lui “solo perché stavo facendo il mio lavoro, cioè quello di regolare gli ingressi negli uffici della Direzione generale della Asl dell’Aquila, in via Saragat, tra l’altro nel giorno di una importante riunione tra i sindacati e il manager della Asl provinciale aquilana, Ferdinando Romano, per discutere di stabilizzazioni e di internalizzazione dei precari. A scatenare il comportamento vergognoso di Truono, che a un certo punto ha cominciato ad inveire contro di me e a bestemmiare, è stata l’assenza di un nominativo su una lista. Un motivo puerile e comunque non imputabile al sottoscritto”.







