L’AQUILA – La struttura che ospita la mensa universitaria, ancora chiusa, da oggi è oggi infiocchettata a mo’ di grande regalo natalizio, “con la speranza di poter togliere i nastri per vederla finalmente funzionante”.

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A realizzare l’originale “dono” di Natale sono stati gli studenti di Ingegneria, che ancora una volta, dopo il pranzo di protesta organizzato all’interno della facoltà, tornano con un’azione eclatante per manifestare contro la mancanza dei servizi.

Attaccato alla mensa-regalo, un biglietto che con su scritto “Da Gianni, Francesco e Paolo”, un chiaro riferimento al commissario alla Ricostruzione, Gianni Chiodi, il commissario dell’Adsu (Azienda per il diritto agli studi universitari) Francesco D’Ascanio e all’assessore regionale all’Istruzione, Paolo Gatti, a cui hanno indirizzato una lettera che pubblichiamo di seguito.

La missiva è firmata dai rappresentanti degli studenti di Ingegneria Matteo Saraullo, Valentina Paolucci, Luigi Fradiani e la studentessa Sara Vanda Cioffarelli.

IL TESTO DELLA LETTERA

Spett. Presidente Dott. Gianni Chiodi, Dott. Francesco D’Ascanio, Dott. Paolo Gatti,

si può ormai dire che è arrivato Natale e non è che sia cambiato molto rispetto a oltre 20 mesi fa.

Noi studenti universitari viviamo ancora una situazione precaria, che continua a essere giustificata e liquidata con un “pazienza c’è stato un terremoto”. Tale giustificazione, però, vale soltanto inter nos dato che al resto d’Italia si continua a presentare una città ricostruita e un’università che viaggia a pieno regime.

Pieno regime. Mi piacerebbe fare un quadro della situazione da chi la vicenda la sta vivendo in prima persona, ma una prima persona che punta semplicemente a fornire una tela sulla quale ogni singolo studente potrebbe dipingere con i suoi pennelli, intingendo nei colori opachi di quasi due anni di promesse non mantenute.

Ci tengo a precisare che non ci stiamo battendo per ottenere privilegi ma semplicemente per una normalità che da troppo tempo ci manca.
Siamo ancora senza spazi nei quali studiare, magari farebbe bene a rendersene conto anche il presidente Silvio Berlusconi quando invita gli studenti a studiare invece che protestare. Vi inviterei nella sede di Ingegneria, che come ben sapete è collocata alla Ex Optimes, nelle ore di punta per rendervi conto della condizione in cui i “volenterosi” si ammassano sui pochi banchi disponibili per preparare gli esami ormai prossimi.

Chiariamoci, si potrebbe anche studiare a casa, se solo ce ne aveste fornita una invece di costringerci anche a quattro ore di pendolarismo giornaliero. L’unica struttura pubblica costruita e funzionante è lo studentato San Carlo Borromeo nel quale si entra con dei non ben definiti criteri ed è gestita dalla Curia piuttosto che dall’Adsu, come sarebbe giusto che fosse.

Vi accoglierei volentieri quando, ad ora di pranzo, si snoda la diaspora verso L’aquilone perché, ormai ne sarete a conoscenza dato che la situazione da voi dipende, non abbiamo una mensa. O meglio, le strutture sono state ultimate il 27 ottobre, seppur di superficie di 180 mq per sfamare oltre duemila studenti,  ma sono ancora chiuse. Quando poi piove “la processione” diviene anche molto pittoresca e potreste persino scommettere su quanti arriveranno asciutti alla meta.

Il culmine è stato toccato tenendo chiusa la struttura donata dalla comunità abruzzese in Canada, pagata 3.5 milioni di euro, inaugurata, arredata e lasciata lì a invecchiare. Parlo di culmine perché sono aperte diatribe su un edificio nel cui cortile sono stati piantati 55 alberi, uno per ognuno dei nostri colleghi deceduti “quella notte”, e sul quale si sta ancora speculando dopo aver dispensato sorrisi davanti al Primo Ministro canadese (al quale provvederemo comunque a mandare una missiva per renderlo conscio di quello che sta succedendo).

Dato che, come da premesse, è quasi arrivato Natale, era il caso di ringraziarvi per tutti i regali che ci sono stati fatti.
Un altro anno di scatole vuote e scatole chiuse magari perché, come vuole la tradizione, solo i ragazzi buoni meritano doni.

In effetti, le tante manifestazioni non ci collocherebbero proprio nella cerchia dei meritevoli, la non accondiscendenza e la testa che tenta di rimanere alta sul fango della disinformazione che si sta tentando di trasmettere, non sono proprio comportamenti da chi merita dei bei regali.
Oggi, con un nutrito gruppo di “dissidenti” che posso solo ringraziare, abbiamo deciso di infiocchettare la mensa per farla apparire un vero dono di cuore da parte vostra con la speranza di poter togliere i nastri per vederla finalmente funzionante, certi comunque che non riuscirà a sopperire alle nostre necessità di refezione.

A questo punto posso semplicemente augurarmi, a nome di tutti, che il pacco natalizio non evolva in un uovo di Pasqua, ma voglio essere fiducioso dato che, dai vetri, non sembrano esserci sorprese piacevoli.

Buon Natale.