L’AQUILA – Se si vuole salvare il reparto di Medicina generale dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, a rischio chiusura, “il Consiglio comunale, dove siedono anche dei colleghi medici, deve indicare chi retrocedere o addirittura chi sopprimere” tra gli altri reparti dell’azienda sanitaria aquilana.

Lo scrive sulla propria bacheca Facebook il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, medico pneumologo in servizio alla stessa Asl, rispondendo all’appello arrivato nei giorni scorsi da alcuni consiglieri comunali.

All’assemblea civica aquilana il primo cittadino dispensa accuse sull’operato passato, “il Consiglio ha deciso di non decidere”, e in prospettiva futura, “capisco che assumersi questa responsabilità può non piacere”, in riferimento al dover ‘additare’ quali reparti chiudere.

Il sindaco ricorda anche una sua proposta, “proposi che Malattie infettive di Avezzano passasse a semplice, che Endocrinologia dell’Aquila passasse a semplice, e che le due unità di Medicina generale restassero unità complesse”, ma aggiunge che “i medici e i sindacalisti sono stati più forti” ed è stata bocciata.

LA NOTA COMPLETA

Intervengo nuovamente, e volentieri, su questa vicenda sia per l’autorevolezza dei consiglieri comunali che mi scrivono, sia per rispetto dei 7.000 firmatari dell’appello.

La sera stessa della chiusura del Consiglio comunale che aveva trattato l’argomento, telefonai al Dott. Silveri, comunicando quanto deciso dall’assemblea.

Il Dott. Silveri mi ha comunicato che potrebbe discutere di ciò, di fatto a due condizioni: la prima, che il Consiglio comunale affermi che la chiusura del reparto induce un evidente riduzione dei livelli di assistenza sanitaria, ma la seconda è quella che io ho ripetuto anche in Consiglio: per provare a cambiare l’atto aziendale, poiché non è possibile ottenere altre unità operative complesse, (chi lo propone ci prende in giro) dovremmo assumerci la responsabilità di decidere e proporre quale unità operativa complessa retrocedere, e forse la chiusura di almeno due unità operative semplici.

Questa cosa io l’ho detta in Consiglio, ma il Consiglio ha deciso di non decidere. È chiaro che si tratta di assumersi una responsabilità, ma io, nel comitato ristretto dei sindaci, questa responsabilità me la sono assunta.

Nel comitato infatti io proposi che Malattie infettive di Avezzano passasse a semplice, che Endocrinologia dell’Aquila passasse a semplice, e che le due unità di Medicina generale restassero unità complesse.

La proposta fu accolta e votata all’unanimità. Perché proposi ciò? Proprio per le motivazioni che nella loro lettera riportano i consiglieri comunali.

Poi Silveri ha consultato i sindacati medici e di comparto, che hanno stroncato la mia proposta; il collegio dei sanitari, che ha stroncato la mia proposta, e infine l’ufficio di direzione, che ha addirittura proposto la soppressione del reparto di Medicina generale del’Aquila, ritenendola ultronea.

Come risulta dai verbali del comitato ristretto dei sindaci, io ho contestato tali decisioni, ma i medici e i sindacalisti sono stati più forti.

Se si vuole di nuovo tornare sulla questione, io sono prontissimo a farlo, ma credo che affinché l’azione abbia successo, il Consiglio comunale, dove siedono anche dei colleghi medici, debba indicare chi “retrocedere” o addirittura chi sopprimere.

Capisco che assumersi questa responsabilità può non piacere. Io sono pronto a ragionare e ad assumermela di nuovo. Non ho problemi. Se il Consiglio si vuole esprimere, potremmo immediatamente riunire, come da me proposto, la III Commissione consiliare, almeno per discuterne. Ma mi sembra che il Consiglio non ne voglia sapere, spero di sbagliarmi.

Altrimenti credo che si stia solo a sollevare un polverone. Un’altra proposta che formulo è che il Consiglio comunale convochi, io sono anche per questa soluzione, sia i sindacati, che il collegio di direzione e il collegio dei sanitari e chieda spiegazioni del perché sia stata annullata la decisione del Comitato ristretto dei sindaci.

Un sano chiarimento, dinanzi alla città, credo sia auspicabile.

Ricordo comunque che già in passato sono stati soppressi il reparto di neurologia ospedaliera e quello di Ginecologia ospedaliera. In quel caso è passato tutto sotto silenzio. Forse si è sbagliato allora?