L’AQUILA – Una giovane mamma di 26 anni e il suo bimbo di appena due mesi sono stati aggrediti lunedì scorso all’Aquila da un branco di grossi cani composto da due pastori abruzzesi e un meticcio, davanti al comando della scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito.

A raccontare ad AbruzzoWeb il fatto avvenuto nel pomeriggio, intorno alle 17.30 è la stessa donna, originaria di Lanciano (Chieti). 

La giovane madre stava passeggiando col piccolo nella carrozzina quando all’improvviso è stata aggredita dal branco di randagi, i quali hanno subito puntato al neonato.

La donna è riuscita a tirare fuori il bimbo dalla carrozzina e a stringerlo a sé, urlando e cercando in ogni modo di resistere ai cani che si erano letteralmente gettati su di lei,  graffiandola ripetutamente e provando ad azzannare il piccolo.

Le urla hanno richiamato l’attenzione di alcuni uomini delle fiamme gialle in servizio alla porta carraia, ma, da quanto appreso, non sono potuti uscire all’esterno per via delle nuove regole anti-terrorismo, ma hanno però cercato di spaventare i cani lanciando del brecciolino.

A tirare fuori dai guai la mamma e il figlioletto è stato invece un anziano che si trovava a poca distanza e che con coraggio ha affrontato i cani, brandendo il suo bastone da passeggio.

La donna se l’è cavata riportando solo qualche graffio su un braccio.

Uno dei randagi nel corso dell’aggressione aveva puntato a un piedino del neonato, senza riuscire ad afferrarlo.

Alla madre, tornata a casa in serata dopo il grande spavento, è stato spiegato dal personale veterinario della Asl 1 dell’Aquila che i randagi sono stati “attirati” per fame dall’odore di latte materno.

Per lo shock, la 26enne non riesce ancora a riallattare col seno.

I due sono stati visitati al pronto soccorso dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila tra ieri sera e stamattina. (red)