L’AQUILA – “Negli ultimi 18 mesi, nel comune dell’Aquila hanno chiuso 700 imprese. Se si continua così, L’Aquila verrà pure ricostruita, ma sarà una città fantasma”.
Non è il primo grido d’allarme lanciato da Celso Cioni, direttore di Confcommercio Abruzzo, che interviene sull’articolo pubblicato da AbruzzoWeb sull’assalto agli outlet e alle bancarelle di abiti firmati, un segno abbastanza chiaro della situazione di crisi economica che porta anche chi è benestante a scartare i negozi per scegliere i mega sconti, le rimanenze sui banchetti, o nei magazzini che nascono come funghi di questi tempi, con i negozi che chiudono o riducono di molto il loro giro.
“In Confcommercio gli iscritti sono settemila e sono ridotti sempre peggio – spiega Cioni a questo giornale – e il destino pare segnato anche per quelle aziende che aprono, che tentano di entrare nel giro economico. All’Aquila di parla solo di ricostruzione, il che è giusto, ma se manca il collegamento con le attività produttive, è la fine. Sono passati più di duemila giorni dal sisma e non è stato fatto niente di concreto per i commercianti”.
“La nostra è una comunità di destino. Se la situazione non si sblocca, diventeremo una città di anziani e pochissimi giovani. Una città senza futuro”, conclude. (r.s.)



