L’AQUILA – Le Storie infinite per l’Associazione Humanitas: la musica ha sposato la causa umanitaria, sabato sera, al Ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila.

Le storie Infinite, band pescarese fondata da Gennaro Varone, noto all’opinione pubblica nazionale come il “magistrato rock”, così, infatti, è stato definito da Il Giornale in un articolo di qualche settimana fa, si è esibita sul palco aquilano nel concerto organizzato dall’Associazione Humanitas per la raccolta di fondi finalizzati all’apertura di un ambulatorio multidisciplinare di consulenza oncologica all’Aquila, località San Francesco.
 
“La raccolta fondi è stata un successo – ha commentato Mara Casilio, presidente dell’associazione e medico presso l’Ospedale “San Salvatore” dell’Aquila – Già il fatto che, questa sera, siano presenti tutti i volontari, gli amici dell’associazione e molti altri che sono venuti credendo nell’iniziativa, mi rende più che soddisfatta. L’obiettivo è sempre stato sensibilizzare le persone: mi sembra che in questa occasione ci siamo riusciti”.
 
La band, oltre a Varone (chitarra, armonica e voce) è composta da un altro magistrato, Massimo De Cesare (basso), la figlia di Varone, di appena 16 anni, Maria Michela Varone (tastiere), un’attrice, Vanessa Marrama (voce), un’impiegata, Sonia Di Renzo (cori), un giornalista, Fabrizio Santamaita (batteria) e un professore di diritto in una scuola superiore, Peppe Renzetti (chitarra elettrica).
 
Le Storie Infinite hanno sollevato non poche polemiche perché Varone è pubblico ministero e De Cesare magistrato a latere del tribunale di Pescara: per alcuni, un problema di incompatibilità di ruolo, questa collaborazione musicale.
 
Varone, al riguardo, ha dichiarato “nel lavoro metto la stessa passione e creatività che muove la mia musica. Il magistrato e il musicista – ha assicurato – sono lo stesso uomo. Voglio fare qualcosa per gli altri con le canzoni che scrivo e questo è anche l’obiettivo del lavoro che faccio”. 
 
“Questa è la terza volta che veniamo all’Aquila – ha continuato Varone – la prima è stata nel secondo anniversario del terremoto: ci lega un profondo affetto alla vostra città. Noi facciamo musica perché ci piace comunicare emozioni. Abbiamo partecipato a questa serata di beneficenza perché fare musica aiutando chi soffre ci rende ancora più felici”.
 
Un mix di storie e vite infinite, come appunto ricorda il nome della band, per questo gruppo che ha letteralmente dominato il palco del Ridotto: 18 brani, inediti, intensi e coinvolgenti, tutti legati dal fil rouge di temi intramontabili, amore, libertà, voglia di raccontarsi e ovviamente vita.
 
Non poteva mancare la canzone che il gruppo ha dedicato all’Aquila, Andare lontano, perché Le Storie Infinite credono nella rinascita e nella forza che la città ha per potersi rialzare e riconquistare la libertà perduta.
 
Canzoni di forte impronta cantautorale (Varone come Edoardo Bennato, chitarra e armonica): sull’amore finito ma che resta ancorato al cuore, come nel brano Vita, ma anche amore ritrovato, religione e politica, nell’ironica ballata Sembra l’Italia
 
Tra i brani de Le Storie Infinite ha trovato spazio anche la resistenza partigiana nella canzone Musica leggera, l’adolescenza che passa, l’arrivo del Natale, con Lo chiamano Natale, e la vita che si interroga e cerca risposte in Ti chiedi Mai?.
 
A gran voce, richiesto il bis della canzone di punta della band pescarese che darà il nome al primo cd, in uscita a gennaio, Sognare le cose impossibili: il pubblico si è alzato in piedi battendo le mani e ballando per quella che è stata la splendida conclusione di una serata di musica e umanità.