L’AQUILA – Ci risiamo. Nel Consiglio comunale dell’Aquila c’è un monogruppo “fantasma” che continua a imperversare, succhiando soldi pubblici tra gettoni di presenza e spese, mentre il suo titolare, Giuseppe Ludovici, firma comunicati stampa e partecipa a conferenze come fosse un componente del gruppo di Alleanza per l’Italia, il partito personale di Francesco Rutelli.

Un gruppo, quest’ultimo, che continua a presentarsi alla stampa e ai cittadini come una formazione composta da quattro consiglieri, quando in realtà ce ne sono solo tre.

L’intruso è proprio Ludovici, veterano del Consiglio comunale, che, pur avendo aderito politicamente, idealmente, o come si voglia, alla formazione rutelliana, non ha ancora formalizzato l’adesione ufficiale al gruppo consiliare.

Questo nonostante a gennaio avesse comunicato di aver “ufficializzato” il passaggio ad Api, circostanza che non risulta dalle carte del Consiglio, e quelle sì che contano, piuttosto che i comunicati stampa.

Questione di lana caprina? Assolutamente no. Sebbene partecipi alle conferenze stampa e firmi i comunicati di Api, difatti, Ludovici se ne sta da solo nel suo gruppo, quello della Democrazia Cristiana, godendo di tutti i privilegi riservati ai monogruppi.

Su tutti, il gettone di presenza quintuplicato per la partecipazione alle riunioni delle commissioni consiliari. Si tratta di 40 euro a seduta che diventano 200 moltiplicandoli per tutte le cinque commissioni a cui ogni monocomponente partecipa di diritto. Riunione dopo riunione, mese dopo mese, un interessante mini-stipendio extra.

Inoltre, da monogruppo Ludovici ha diritto a uno stanziamento per spese tipografiche, editoriali, di cancelleria, acquisto di libri e di riviste, rimborsi ai relatori in occasioni di manifestazioni, affitto di sale per conferenze e anche consulenze legate all’attività del gruppo.

La cosa più sconcertante è che sia lo stesso Ludovici (a maggio) sia l’assessore rutelliano di riferimento Roberto Riga (a inizio giugno) avevano dichiarato ad AbruzzoWeb che il passaggio formale al gruppo Api andava solo ufficializzato e che presto il consigliere sarebbe abbandonato il suo monogruppo, sicuramente entro giugno.

Siamo a settembre, l’ultimo decreto di ricostituzione di gruppi e commissioni consiliari risale al 13 luglio (numero 34936) e il gruppo della Dc è rimasto esattamente dov’era. Né si può pensare a domande pendenti, come pure è stato detto a mo’ di giustificazione: gli uffici, infatti, registrerebbero qualsiasi comunicazione del capogruppo in tempo quasi reale e invece a oggi non risulta nulla.

Il capogruppo, Piero Di Piero, si è dimenticato in un cassetto la richiesta di Ludovici, oppure quest’ultimo si è dimenticato di farla? Poco importa.

Ma è giusto che tutti i protagonisti della vicenda siano chiari con i cittadini: il gruppo di Api è di tre e non di quattro componenti più un assessore; Ludovici (peraltro eletto nel 2007 con il centrodestra, prese 500 voti per Forza Italia) è il capogruppo della Democrazia Cristiana.

Una chiarezza indispensabile, visto anche che il prossimo anno si torna al voto.