PESCARA – Spunta un gruppo Telegram di giovanissimi che promette di creare disordini a Pescara. L’appuntamento sarebbe per domani a piazza Salotto alle 15.

Un allarme certamente serio dal quale, però, prendono le giuste distanze coloro che stanno organizzando una manifestazione pacifica con un corteo contro il carovita che è ben altra cosa e non prevede certo atti di violenza gratuita.

Comunque le forze dell’ordine quali Digos e polizia postale non solo li spiano ma sanno bene come bloccarli sul nascere qualora il loro progetto insensato prendesse piede. L’intento è di emulare i facinorosi che hanno messo Milano a ferro e fuoco (nella foto).

Il grido di battaglia di questo gruppo dai folli intenti, come riporta il Centro, è “Facciamo cade’ Pescara, le gioiellerie le svuotiamo”. Sarebbero non solo del pescarese ma anche di comuni limitrofi del chietino come Ortona e Francavilla.

“Sono minorenni incazzati che non sanno neanche loro quello che stanno facendo”, racconta una delle ragazze che era entrata nel gruppo attirata dalla prima locandina, e ne è uscita di corsa dopo poche ore. “All’inizio eravamo circa 500, poi come me sono usciti dal gruppo molti altri. Saranno rimasti in duecento, ma non so ora quanti sono. Hanno continuato a cambiare nomi al gruppo quando hanno capito che erano stati segnalati”.

Sono rimasti i promotori a dare la carica, come si legge sulle chat Telegram “Proteste a Pescara” che si ricorrono ora dopo ora. “Vestiti neri, per essere tutti uguali, scarpe comode e calzini lunghi. Passamontagna occhiali e maschere anti gas per chi le ha, sennò le mascherine normali”. E ancora: “Mettetevi vestiti con le tasche che si chiudono o portatevi il borsello o lo zaino perché se perdete qualcosa è un casino”. E un altro: “Raga, a parte tutto non ci dobbiamo fa male”. Si dicono tra loro di stare attenti ai ragazzini, “attenti a li bardascett”, con il consiglio spassionato, “per chi fa casino serio”, a non togliere il passamontagna “finché non arrivate in un punto in cui non ci stanno le telecamere, perché se ve lo togliete subito ci mettono due secondi a capire chi siete”.

Qualcuno chiede se “possono venire pure le femmine”, poi si contano e nel valutare i rischi, si mettono in guardia l’un l’altro: “Non stiamo a Roma o Milano, Pescara è un buco…, chi farà casino si prende le proprie responsabilità”. Parlano spesso in dialetto pescarese, fino a quando si accorgono, dopo la segnalazione alla Questura dei fuoriusciti, di essere spiati: “Uagliu state attenti co sti telefone”. Ma non si perde di vista l’obiettivo: “Il 24 nessun telefono dalle 3 in poi, facciamo cade Pescara, le gioiellerie le svuotiamo”.