L’AQUILA – Le “Luci d’artista” che illumineranno il centro storico a Natale per “favorire il movimento commerciale e l’imprenditoria” saranno pagate dalle imprese.

La circostanza viene denunciata da un gruppo di imprenditori: dopo i mal di pancia generati dalla edizione dello scorso anno che, comunque, complessivamente ha ricevuto l’approvazione, in larga parte entusiasti, della comunità aquilana, anche questa, appena varata, non sembra immune da polemiche.

L’iniziativa, frutto della firma di un protocollo d’intesa tra il presidente della Camera di commercio dell’Aquila, Lorenzo Santilli, e il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, costerà in totale 120mila euro: 100mila euro sborsati dall’ente camerale e 20mila dall’amministrazione.

Ebbene, leggendo la delibera approvata dalla Giunta comunale il 23 ottobre scorso, si scopre che “il progetto “Luci d’artista” rientra nel programma ideato dalla Camera di Commercio dell’Aquila in materia di valorizzazione del turismo in Abruzzo, articolato in una serie di iniziative di sostegno alla filiera turistica allargata, da realizzarsi nel triennio 2017/2019, e finanziabili con le risorse derivanti dall’aumento del 20% del diritto camerale annuale”.

Dunque, a pagare le luminarie destinate ad incrementare gli introiti delle attività commerciali e artigianali, saranno le imprese di tutta la provincia aquilana iscritte alla Camera di commercio, a cui da due anni è stato imposto un aumento della tassa da versare annualmente.

Non solo. Nel programma, sempre stando al gruppo di critici, si parla di “valorizzazione del turismo in Abruzzo” ma, per il secondo anno consecutivo, le Luci d’artista, già nel 2018 al centro di vivaci polemiche per l’elevato importo impegnato e per l’affidamento, senza bando di evidenza pubblica, dell’installazione delle luminarie e della relativa comunicazione all’esterno, saranno installate solo all’Aquila.

Sono state escluse le città di Avezzano e Sulmona, nonostante l’ente camerale abbia competenze e raggio d’azione provinciale e, nonostante, il progetto “di sostegno alla filiera turistica – come si legge negli atti – sia di caratura regionale”.

Non a caso, la Camera di commercio Chieti – Pescara, che pure finananzia le Luci d’artista da tre anni, ha deciso di posizionare le installazioni in entrambe le città della costa adriatica. Le Luci d’artista saranno accese l’8 dicembre e si spegneranno il 27 gennaio e consisteranno, come riporta la delibera “in installazioni luminose sospese o a terra.

“Sarà la Camera di commercio a gestire direttamente il budget di progetto”, prosegue la nota, “introitando le compartecipazioni economiche dei partner di progetto, e provvedendo all’individuazione e selezione delle ditte appaltatrici ed al pagamento delle prestazioni e servizi necessari. Contribuirà, inoltre, economicamente alla realizzazione del progetto con un importo di euro 100mila euro”.

Soldi reperiti, come detto, mettendo mano al portafoglio delle imprese, che si sono viste aumentare il diritto camerale annuale. Ma c’è un’altra annotazione: come lo scorso anno, la Camera di commercio ha previsto lo stanziamento di quasi 10mila euro per la comunicazione e la promozione dell’evento.

Dopo le polemiche per l’affidamento diretto e senza bando del servizio, nel 2018, ad una società aquilana, l’ente camerale ha preferito lavarsene le mani, passando la palla al Comune che si occuperà della campagna di comunicazione e “individuando il fornitore tramite le proprie strutture”.

Nessuna menzione, nella convezione, sul perché la scelta di valorizzare il terriorio e la sua vocazione turistica sia stata limitata alla sola città dell’Aquila, escludendo una ripartizione, anche minima, su scala provinciale.

La Camera di Commercio è oggetto di attacchi da parte di associazioni di categoria per la gestione del presidente Santilli, da anni in sella, e per la mancata fusione con i cugini teramani con il varo dell’ente camerale Gran Sasso d’Italia, alla luce del no della camera di Teramo, che ha innescato il rischio commissariamento da parte della Regione Abruzzo.