L’AQUILA – C’è voluto il sorteggio per aggiudicare la gara da 1,4 milioni di euro per il ripristino del corpo A della facoltà di Biologia dell’Università dell’Aquila a Coppito.

A contendersi la “lotteria” dell’affidamento dei lavori banditi dal Provveditorato alle opere pubbliche sono state due ditte: la Samoa restauri srl di Pontecagnano (Salerno) e l’aquilana Taddei spa, arrivate appaiate nella graduatoria con l’identico ribasso del 27,077 per cento.

Come prevede la legge, sono stati preparati otto bigliettini con i nomi delle due ditte, quattro per ognuna, e i funzionari del Provveditorato hanno estratto a sorte pubblicamente il nome della vincitrice, che è risultata l’azienda campana.

Una “battaglia” combattuta sul filo dei millesimi che ha premiato, alla fine, la più fortunata.

Un evento che, sebbene contemplato dalla normativa vigente, si verifica molto raramente. È difficile, infatti, che due imprese si ritrovino appaiate al momento dell’apertura delle buste, circostanza resa ancor più singolare dal fatto che hanno partecipato alla gara oltre 350 concorrenti.

Un numero altissimo, che fa il paio con un altro bando simile, quello per i lavori del corpo B della facoltà di Ingegneria, quando si presentarono quasi 400 aziende per contendersi l’appalto da 1,8 milioni.

Anche in questo caso si sono presentate imprese da tutta Italia, segno da un lato di quanto la ricostruzione dell’Aquila e del “cratere” susciti l’attenzione delle imprese del Paese, dall’altro della difficoltà che sta vivendo il settore dell’edilizia, per cui in tanti sono costretti a varcare i confini regionali in cerca di nuovi mercati su cui lavorare.

I fondi messi a bando provengono dalla delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) numero 79 del 2009 e i tempi per il completamento dell’opera sono stati stabiliti in 180 giorni. (pi.bi.)