L’AQUILA – “Se non vuoi restare solo, non devi isolarti! Il Tricolore ci unisce!”.

Questo l’appello rivolto dall’assessore provinciale e capogruppo del Pdl Guido Quintino Liris al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che nei giorni scorsi ha riconsegnato la fascia da primo cittadino al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e tolto il tricolore dagli uffici pubblici dell’Aquila.

“In questi 4 anni le scelte strategiche operate autonomamente dal sindaco, lo hanno penalizzato nei rapporti personali e politico-amministrativi a tutti i livelli, a discapito della città dell’Aquila e di tutto il Cratere – scrive Liris – Se è vero quanto sostiene il sindaco, e cioè che l’Aquila è invisa e mal sopportata dal Governo, dal Ministero dell’Economia, ed ora anche dal Prefetto, probabilmente è necessario al più presto un cambio di rotta e certamente una immediata rimodulazione della strategia”.

In ballo il futuro delle generazioni che seguiranno, secondo l’assessore, che precisa: “Quando per 4 anni si spara a zero contro tutto e contro tutti, quando si individuano capri espiatori ad horas, quando si attribuiscono colpe e responsabilità dei mali dell’Aquila prima a Berlusconi, poi a Bertolaso, poi a Tremonti, poi a Chiodi, poi a Fontana, poi a Del Corvo, quindi alla pigrizia dei sindaci del cratere, poi alla non-collaborazione del Centro-Destra aquilano e ora anche al Prefetto Alecci, immancabilmente si finisce per rimanere soli ed isolati rispetto alle sfide importanti ed epocali cui siamo chiamati a confrontarci”.

Liris consiglia al primo cittadino aquilano “un percorso di autocritica” che, a suo avviso, “sarebbe auspicabile, nonché benefico” e lo invita “ad ammettere che così non ha funzionato, ad alzare l’asticella del confronto politico ed istituzionale, a ricucire i rapporti con amministrazione regionale e provinciale, a concordare con tutti gli altri sindaci del cratere le linee strategiche di protesta e di proposta, a condividere e discutere con tutto il Consiglio Comunale le manifestazioni eclatanti di insofferenza e di difficoltà”.

L’alternativa a tutto ciò, prosegue Liris, sarebbe “l’essere ricordato come il sindaco che ha fallito il suo appuntamento più importante con la storia della nostra città e del nostro Territorio”.

Nelle sue azioni, Massimo Cialente “non opera a titolo personale, ma rappresenta tutta la città, rappresenta le categorie produttive, i giovani e gli anziani, i disoccupati e i tanti nuovi poveri: tutti questi chiedono che dal nostro Territorio si alzi una sola forte unanime voce, che la classe dirigente aquilana, unita, percorra per quanto possibile i canali istituzionali del confronto”, specifica ancora l’assessore che conclude “Essere uniti significa dare maggior forza alle richieste e meno alibi agli interlocutori!”