L’AQUILA – La pubblicazione del Cresa, presentata oggi, contiene un contributo di Piergiorgio Landini, membro del comitato scientifico, sulla regionalizzazione amministrativa e sulle variazioni distributive della popolazione in Abruzzo negli ultimi 150 anni.
“Il lavoro – afferma Landini – evidenzia come in regione si sia passati da una situazione di sostanziale equilibrio nella distribuzione della popolazione ad una forte concentrazione urbana, soprattutto nella zona litoranea, senza che tale fenomeno sia stato accompagnato da un incisivo adeguamento dell’organizzazione amministrativa.
Landini ritiene “inevitabile” un ridisegno della struttura amministrativa del territorio e suggerisce il ricorso alla figura dell’unione di comuni, “uno strumento capace di garantire maggiore efficienza ed efficacia all’azione pubblica e al tempo stesso salvaguardare l’identità culturale dei singoli comuni, anche di quelli più piccoli”.
“Tali enti territoriali di secondo grado, infatti – sottolinea Landini – presentano importanti vantaggi competitivi in un’ottica di marketing d’area”.
In Abruzzo, allo stato attuale, esistono solo cinque Unioni fra comuni (Vibrata, Frentania, Marrucina, Sinello, Marsica est) ed è in itinere la creazione di quella dell’area Pescara-Chieti, la cui posizione e dimensione riporta piuttosto alla problematica della città metropolitana.
L’economista ribadisce la necessità, in ambedue i casi, “di un salto di qualità della governance territoriale capace di mettere a sistema il policentrismo dell’armatura insediativa regionale per riposizionare la regione sotto i profili economico e funzionale al centro del complesso medio-adriatico”.





