L’AQUILA – Fa discutere il caso sollevato da AbruzzoWeb dell’affresco trecentesco di San Cristoforo abbandonato a se stesso senza alcuna protezione in via Pretatti, pieno centro storico.
Andreina Pellegrini del comitato via Roma ha mandato una email alla redazione in cui spiega che quell’opera “non è un ritrovamento, l’affresco è visibile da decenni e sui lacerti (frammenti, ndr) a tutti noti anni fa fu fatto un intervento di restauro curato dalla dottoressa Biancamaria Colasacco, storica dell’arte della soprintendenza”.
“Per quel che concerne l’intero edificio, l’abbazia, cui fa riferimento la dottoressa Di Matteo (Giovanna, responsabile dell’ufficio Beni culturali della curia arcivescovile dell’Aquila intervistata da questo giornale, ndr) forse la stessa non si è accorta dello stato in cui si trovava e delle demolizioni già operate”.
Va premesso che definendo l’affresco “riemerso”, non ci si riferiva certo a un ritrovamento, ma a una riemersione dalla memoria di perle d’arte aquilana da sempre visibili agli occhi di tutti ma di cui ci si accorge solo dopo il sisma.
AbruzzoWeb in ogni caso continuerà a seguire la vicenda. (red)






