L’AQUILA – Incompatibilità al Comune dell’Aquila: si apre lo scontro tra il capogruppo di Sel, Giustino Masciocco, e il presidente del Consiglio, Carlo Benedetti.
In una nota, l’esponente vendoliano lancia la sua provocazione: “alcuni consiglieri hanno depositato una autodichiarazione in cui viene evidenziata la non sussistenza, nei loro riguardi, di alcuna delle cause di incompatibilità previste dalla legge Barca, auspico che anche il presidente del Consiglio sottoscriva tale dichiarazione per trasparenza nei confronti dei cittadini”.
“È necessario evidenziare al riguardo che all’esito delle elezioni amministrative e precisamente al momento dell’insediamento del nuovo Consiglio comunale, ciascun consigliere è obbligato a dichiarare ai sensi di legge di non trovarsi nelle condizioni di ineleggibilità né di incompatibilità previste dal Testo unico degli enti locali – spiega Masciocco – Tali dichiarazioni sono alla base del provvedimento adottato dal Consiglio comunale, che vota a scrutinio palese la presenza delle condizioni previste per la convalida degli eletti”.
“A mio parere – sottolinea Masciocco – la nota del prefetto fa chiarezza sulle procedure da adottare ed evidenzia l’esigenza di una ‘previa contestazione del fatto, a opera dell’organo deputato, vale a dire del Consiglio comunale’, diversamente da quanto previsto dalla proposta di delibera del 29 novembre scorso, che riconosceva invece al Consiglio comunale la discrezionalità di contestare o meno il fatto, con l’aggravante della previsione del voto a scrutinio segreto”.
“Esprimendosi positivamente sulla mia pregiudiziale, l’assise civica ha voluto sottolineare la esigenza di assicurare la massima trasparenza sulle posizioni riguardanti situazioni di incompatibilità, con ciò vanificando il tentativo di salvare il ‘consigliere Ryan’”, prosegue ironicamente Masciocco con riferimento al caso di Piero Di Piero.
“Nel caso in specie, la presunta incompatibilità di Di Piero è stata resa nota da una diffida presentata al presidente del Consiglio comunale dell’Aquila da Alessandro Piccinini, primo dei candidati non eletti in seno allo stesso Consiglio. Nulla invece era stato predisposto dalla presidenza del Consiglio comunale in ordine all’accertamento di eventuali situazioni di incompatibilità di altri consiglieri, così come previsto dalla legge Barca”.





