L’AQUILA – Gli indagati per abuso d’ufficio, in concorso tra loro, nell’ambito dell’inchiesta sulla riparazione dei danni connessi al terremoto della sede della Questura dell’Aquila sono Giuliano Genitti, 57 anni, residente a Ocre (L’Aquila), responsabile del procedimento, e Lorenzo De Feo, 55 anni, residente all’Aquila, direttore dei lavori.

Con loro l’ex provveditore Giovanni Guglielmi, 57 anni, Maria Lucia Conti, 55 anni, Massimo Lombardi, 57 anni, Roberto Tartaro, 51 anni, Eugenio Cimino, 57 anni, tutti residenti a Roma e Sabino Di Bartolomeo, 63 anni, residente a Bari, in qualità di componenti del comitato tecnico amministrativo che ha espresso parere favorevole all’approvazione del progetto definitivo generale di adeguamento strutturale da 18,5 milioni di euro e al primo stralcio esecutivo di lavori per 13 milioni nonché per l’affidamento diretto alla ditta Inteco spa.

Inoltre Carlo Clementi, 55 anni, residente all’Aquila, rappresentante dell’amministrazione, per conto della quale ha sottoscritto il contratto con la ditta per l’importo di circa 10 milioni di euro al netto del ribasso del 15 per cento.

Secondo l’accusa gli indagati procuravano alla Inteco un ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nell’affidamento diretto dei lavori di riparazione e ripristino della funzionalità della Questura, limitatamente ai corpi “C” e “D”, contratto poi revocato in accoglimento dei rilievi fatti dalla Corte dei conti sull’assenza di gara pubblica.

Successivamente i lavori erano stati appaltati con la procedura dell’avviso pubblico, attraverso il quale si giungeva, anche per i corpi “A” e “B” (quindi all’intero stabile) a un affidamento con ribasso di oltre il 47 per cento.

Pertanto, da un importo di partenza di oltre 10 milioni di euro si giungeva, grazie alla procedura negoziata, a risparmiare almeno la metà delle risorse inzialmente previste.