L’AQUILA – “Abbiamo faticato molto per riaprire il locale nel centro storico, ci siamo rimboccati le maniche e lavorato sodo. Ora, per difficoltà di comunicazione con il padrone del locale, siamo costretti a lasciarlo”.
Marcello Ferri e Marilena Giuliante, due storici negozianti aquilani, hanno ricevuto la doccia gelata qualche giorno fa, quando il proprietario del locale che hanno affittato sulla parte centrale di corso Vittorio Emanuele ha annunciato loro che lo avrebbero dovuto lasciare “quanto prima”.
“Abbiamo sofferto tutto l’inverno, era difficile vedere qualcuno – spiega ad AbruzzoWeb Marilena, proprietaria della storica profumeria Camarilla – confidavamo sulla bella stagione e sui turisti, ma purtroppo dovremo andare via”.
Il 14 novembre scorso la riapertura della libreria-profumeria in quello che fino a l’anno scorso era un negozio di intimo, ha generato una positività cittadina raramente vista dopo il sisma del 6 aprile 2009.
Un passo ambizioso per i due, che hanno scelto un punto, quello del “corso stretto”, poco frequentato e difficile da raggiungere se non volontariamente.
E questa notizia ha rattristato tutti quelli che lo stanno venendo a sapere.
“Quando abbiamo aperto – spiega la titolare – sono venuti a trovarci tantissimi aquilani e anche persone da fuori. Ci hanno fatto i complimenti per il bellissimo negozio, spesso venivano solo a trovarci e stavano con noi a chiacchierare, ed era bello, emozionante. Anche per questo siamo addolorati, perché sappiamo che lasceremo una fetta di affezionati”.
Per questo motivo, sabato e domenica, Ferri e Giuliante, faranno un piccolo aperitivo nel loro locale, per spiegare tutti quello che sta succedendo, per stare un po’ insieme e magari raccogliere qualche consiglio e suggerimento su dove poter riaprire.
Ma non è detto che il trasferimento “forzato” sia nefasto, perché la ricostruzione pesante partirà anche in quel tratto di corso, e allora “passeggiare qui non sarà semplice – commenta – Non sappiamo come si metterà la situazione, è un terno al lotto”.
“Il nostro sogno – conclude la Giuliante – sarebbe quello di chiudere a fine aprile, con una tipica colazione di Pasqua, salutare tutti i nostri clienti e darci un arrivederci!”.





