L’AQUILA – “Non si è sfaldato nulla. Se n’è andato solo un pezzetto, mentre tre colonne portanti della famiglia sono rimaste unite più che mai”.
Piero Taffo, amministratore della storica azienda aquilana di pompe funebri Taffo Gaetano Snc, smentisce che ci sia uno sfaldamento nella ditta di famiglia, nonostante sia ormai nota la scissione con il fratello Angelo Taffo che di recente si è staccato dall’azienda, gestita per molti anni insieme gli altri tre fratelli, Luciano, Giuseppe e appunto Piero.
Sula vicenda della rottura con i tre fratelli, Angelo, invece, preferisce non replicare.
Da quando Giacomo e Giulia, figli di Angelo Taffo, hanno fondato una nuova agenzia, la Taffo G, con sede in via Strinella, le agenzie in città sono diventate due: gli altri tre fratelli, infatti, continuano a gestire l’azienda storica, con sede sulla strada statale 80, che ha filiali anche a Roma.
“L’unione professionale e affettiva tra me e gli altri due fratelli Luciano e Giuseppe è rimasta immutata – precisa Piero Taffo – Proseguiamo l’attività avviata da mio nonno Giuseppe e mio padre Gaetano insieme ai figli dei miei fratelli, Alessandro, Daniele e Maria Serena“.
Piero non smentisce, tuttavia, la rottura professionale e personale con Angelo, che è stato anche presidente di Confartigianato Abruzzo e dell’Aquila.
“Non sento mio fratello da oltre un anno ormai – ammette – Tuttavia noi fratelli andiamo avanti con la nostra attività, con la serietà e la professionalità che ci hanno sempre contraddistinto. Nulla è cambiato e le nostre storiche sedi restano sempre le stesse: Montereale, Poggio Picenze, Navelli e Roma, che ha a sua volta le 4 sedi di Anzio, Nettuno, Lavinio e Pomezia. Il nostro lavoro viene portato avanti con più volontà e determinazione di prima”.
La separazione di Angelo Taffo ha fatto molto rumore nei mesi scorsi in città, e la nascita della nuova azienda gestita dai figli ha generato molta confusione, a seguito della quale i fratelli della Taffo Gaetano avevano scritto delle precisazioni di fuoco sulla bacheca Facebook dell’azienda: “Non vi diciamo di diffidare dalle imitazioni, ma da chi ha deciso di infangare un marchio storico e soprattutto una famiglia”.
Piero Taffo si esprime anche riguardo le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto l’azienda, prima fra tutte quella che vede i Taffo sotto processo per una presunta truffa sui servizi fatturati per i funerali di Stato delle vittime del sisma del 6 aprile 2009 e, più di recente, quella della procura della Repubblica di Roma che ha portato agli arresti domiciliari Luciano Taffo e suo figlio Daniele con l’accusa di corruzione, turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito di un appalto per la gestione della camera mortuaria dell’ospedale Sant’Andrea.
“Siamo completamente estranei a tutto quello che ci viene addebitato per entrambe le inchieste – sottolinea – Quella sui funerali di Stato è in via di definizione: il processo dovrebbe finire entro il 2016 e per come sono andate le prime udienze, mi aspetto una sentenza di assoluzione piena perché non abbiamo toccato un solo centesimo di quello che ci viene imputato”.
“Per l’inchiesta del Sant’Andrea – aggiunge – Sono fiducioso che la giustizia farà chiarezza piena sull’estraneità ai fatti di mio fratello Luciano e di mio nipote”.
Per quanto riguarda, invece, l’inchiesta della procura della Repubblica del capoluogo che conivolge Angelo Taffo in qualità in qualità di ex presidente di Confartigianato e sua moglie, con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello stato per presunti viaggi in Marocco che sarebbero stati pagati con i soldi dell’associazione, conclude: “Non lo sento da tanto tempo, ma sono sicuro che, data l’esiguità delle somme che gli vengono imputate, sarà una cosa che si risolverà bene”.





