L’AQUILA – I sindacati dei lavoratori della Polizia di Stato hanno convocato, questa mattina, un’assemblea per protestare contro la situazione disagiata in cui da dopo il sisma si trovano ad operare, relegati in quella che definiscono una “baraccopoli” all’interno della caserma Rossi e nei “sottoscala” della Cassa di Risparmio, presso il centro “Strinella 88”.
Nel corso dell’assemblea, fanno sapere le Segreterie provinciali del cartello sindacale Siulp-Sap – Siap – Silp Cgil – Ugl polizia di Stato -Coisp che hanno indetto l’incontro, è stato dato mandato ai sindacati di adottare la forma di intimazione ritenuta più idonea nei confronti del Questore dell’Aquila, dottor Stefano Cecere, e del dirigente del compartimento Polizia stradale per l’Abruzzo, dottor Antonio Cameli, “affinché – si legge nel comunicato diffuso – siano immediatamente reperiti locali idonei e adeguati, che coniughino il diritto alla salute dei poliziotti e il dovere di offrire un servizio dignitoso e di giusto riferimento alla cittadinanza”.
“L’iniziativa si è resa necessaria poiché, i poliziotti, traditi dalla promesse fatte dai vertici dell’amministrazione di pubblica sicurezza secondo le quali il persistere di tale situazione avrebbe avuto termine nella prossima primavera, non sono certamente nelle condizioni di sopportare oltre le condizioni in cui sono costretti a operare”.
A far scattare il campanello d’allarme la notizia ufficiale di pochi giorni “che la presunta data di ripristino degli uffici di polizia nel capoluogo abruzzese, non avverrà, nella più ottimistica delle previsioni, prima della fine del 2012”.
Una prospettiva questa, che i lavoratori ritengono inaccettabile, in quanto, “oltre a esporre in maniera oltremodo irresponsabile i poliziotti in servizio alla questura e alla polizia stradale a condizioni lavorative estreme e a sicuro danno per la propria salute, negherebbe ancora per troppo tempo un riferimento certo ai cittadini aquilani, ai quali, oltre ai tagli alla sicurezza, viene interdetto anche quel che resta del loro diritto di potersi rivolgere ad un apparato sicurezza all’Aquila”.
I sindacati fanno sapere che sono attualmente al vaglio eventuali forme e azioni di protesta.






