L’AQUILA – Tre tensostrutture collocate nel centro storico dell’Aquila dove i giovani possano incontrarsi nel tempo libero, organizzare eventi culturali, concerti o semplicemente studiare. Il tutto dovrà essere realizzato entro la fine dell’anno scolastico.
Questa la proposta lanciata dagli studenti del liceo statale “Domenico Cotugno” alle istituzioni dopo l’esame dei risultati del questionario sulle esigenze dei giovani dopo il sisma del 6 aprile del 2009 somministrato ai 1.200 liceali, da cui emerge un forte bisogno di luoghi di aggregazione.
Una proposta condivisa anche dal vice presidente vicario del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, che si è detto pronto a chiedere un incontro al presidente della Regione Gianni Chiodi e al sindaco Massimo Cialente per discutere del progetto.
“Ci sono le risorse finanziarie – ha detto – i 10 milioni che la Regione ha e che vengono dalle donazioni. Prima di giugno dobbiamo fare qualcosa, non abbiamo più nessun alibi”.
Dal questionario, sviluppato, somministrato ed esaminato da un gruppo di studenti del liceo stesso, con il supporto del preside del Cotugno Angelo Mancini, è emersa dunque una forte necessità di avere spazi dove incontrarsi e la volontà di farlo proprio nel centro storico.
Da qui il progetto delle tensostrutture, che i ragazzi vogliono collocare in tre zone del centro storico, del quale chiedono venga abolita la chiusura all’una di notte. Una delle strutture, hanno spiegato, andrà a piazza Palazzo, luogo molto frequentato dai ragazzi prima del sisma data la vicinanza alla Biblioteca provinciale, dove realizzare un caffè letterario in cui poter anche studiare; la seconda struttura andrà nella piazzetta di San Bernardino per dare spazio a esibizioni serali di gruppi musicali; la terza in piazza Duomo offrirà un luogo dove organizzare incontri culturali.
“Ci siamo stancati di trascorrere le nostre serate ai margini di un viale trafficato – ha affermato una delle ragazze del gruppo di lavoro che ha realizzato il questionario – I nostri sono progetti concreti, le istituzioni non hanno più scuse per il loro immobilismo”.
GLI STUDENTI E IL PRESIDE MANCINI BOCCIANO ”SCUOLE APERTE”
“Non vogliamo ghettizzarci nelle nostre scuole. Questo progetto non risolve il problema”.
Questa la posizione dei ragazzi del liceo “Cotugno” rispetto al progetto lanciato dall’assessore alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane, che prevede l’apertura delle aule scolastiche e universitarie nelle ore pomeridiane per colmare la carenza di spazi aggregativi e per consentire lo svolgimento di attività socio culturali.
Posizione condivisa anche dal preside Angelo Mancini, che critica la centralità della scuola anche nel tempo libero dei ragazzi. “I giovani devono tornare a una vita normale, quindi andare a scuola di mattina e nelle ore libere fare altro, in luoghi che non siano le scuole”.
I RISULTATI DEL QUESTIONARIO
Qui di seguito riportiamo alcune delle domande contenute nel questionario somministrato agli studenti le cui risposte sono molto significative per comprendere le loro esigenze nel post sisma.
Alla domanda “Dopo il sisma del 6 aprile come è cambiata la tua vita sociale?” ha risposto “molto” il 61,5 per cento dei giovani nella fascia di età compresa tra i 13 e 16 anni e il 69 per centro di quelli tra i 17 e i 20 anni.
Dati significativi emergono dalle risposte alla domanda “Come giudichi la collocazione dei nuovi locali e punti d’incontro sorti nella periferia della città?”: quasi il 70 per cento dei più giovani e l’86 per cento dei più grandi ha risposto “Negativamente”.
Altrettanto importanti le risposte alla domanda se “si ritiene importante per i giovani la realizzazione di luoghi provvisori di incontro e aggregazione nelle zone accessibili del centro storico”: il 92 per cento dei giovani compresi tra i 17 e i 20 anni ha risposto “Sì”, mentre tra i più piccoli lo ha fatto il 53 per cento, mentre ben il 42,1 per cento non ha saputo dare una risposta.
Questo si spiega probabilmente con il fatto che i più giovani (che presumibilmente alla data del sisma avevano tra gli 11 e i 14 anni) non sentono fortemente l’esigenza di luoghi aggregativi in centro storico perché probabilmente non l’hanno mai vissuti appieno.
Nel questionario poi c’è una sezione interamente dedicata al servizio di trasporto pubblico. Alla domanda “Ritieni adeguato tale servizio per raggiungere i nuovi luoghi di formazione, incontro, aggregazione?”, l’84 per cento dei giovani nella fascia d’età più alta ha risposto “No”, mentre tra i più piccoli lo ha fatto il 49,6 per cento.
Sull’istituzione di corse di autobus notturne nel fine settimana, la maggior parte degli studenti è concorde sul “Sì” (93,2 per cento dei più piccoli e il 76 dei più grandi).





