L’AQUILA – Scoppia il caso dei funghi sui balconi del Progetto C.a.s.e. dell’Aquila.

A occuparsi del caso, come riporta il quotidiano Il Messaggero, il Nucleo Investigativo provinciali di Polizia ambientale e forestale e la polizia giudiziaria del corpo forestale dello Stato.

Il caso è venuto fuori dall’indagine sulla stablità dei balconi di 260 appartamenti dei C.a.s.e. di Sassa, Arischia, Cese di Preturo, Collebrincioni e Coppito, indagine scattata nel settembre del 2014 in seguito al crollo di un balcone a Cese di Preturo. 

Le indagini preliminari a carico di 37 persone si sono chiuse con accuse di truffa aggravata ai danni dello Stato da 18 milioni di euro, frode nelle pubbliche forniture e falso in atto pubblico.

Sulla base degli accertamenti della Forestale, la magistratura ha accertato che molti dei balconi presi in esame sono stati costruiti con legname non idoneo, senza collanti, senza certificazioni, e montati con inferriate malmesse e differenti rispetto alle previsioni del progetto.

È stata notata l’assenza di guaine e di altri requisiti tecnici fino a quando una delle terrazze è marcita ed è crollata. Di qui l’inchiesta giudiziaria e i sequestri.