L’AQUILA – Esplode la protesta di imprese e fornitori impegnati nella ricostruzione dell’Aquila che sono creditori nei confronti del Comune di molti milioni di euro.
Sono tantissime le pratiche approvate (e i cui lavori sono già stati effettuati) che non vengono pagate perché gli uffici non hanno ancora effettuato la rendicontazione alla struttura commissariale.
Si tratta delle abitazioni riparate con la formula del contributo diretto, cioè erogato “cash” dal Comune, e non attraverso l’apertura del conto corrente bancario.
Una delegazione delle aziende interessate si è incontrata ieri con il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, per cercare una soluzione al problema, ma il nodo della questione rimane sempre lo stesso: fino a quando il Comune non trasmetterà al commissario per la ricostruzione i documenti con la certificazione delle spese già sostenute con gli importi erogati a titolo di anticipazione, la struttura retta da Gianni Chiodi non firmerà nuovi trasferimenti di risorse.
Nel corso dell’incontro è stato rappresentato lo stato di crisi delle imprese edili e di quelle che forniscono i materiali, arrivate allo stremo e con le lettere di licenziamento degli operai già sulle scrivanie.
Per molte di loro il rischio fallimento è dietro l’angolo, nonostante vantino centinaia di migliaia di euro dalla pubblica amministrazione.
“Il primo cittadino ci ha chiesto di aspettare la fine del commissariamento, quando tutta la gestione dei contributi passerà in carico al Comune, o perlomeno di attendere gli esiti dell’incontro di oggi con il governo”, affermano gli imprenditori furiosi.
“La pazienza, però – sostengono – è agli sgoccioli, così come la liquidità delle aziende, tanto che in alcuni casi i titolari delle ditte hanno dato mandato agli avvocati di recuperare le somme e molti si dicono pronti a mettere in atto forme di lotta clamorose”. (alb.or.)



