L’AQUILA – Una bomba molotov forse lanciata da un’auto in corsa ha causato questa notte l’incendio della parte esterna del pub “Shamans’ Irish pub”, conosciuto da tutti gli amanti della movida aquilana come “Lo Shamano”, situato nella zona Est della città, in via Savini.

Il locale non ha riportato danni all’interno, ma l’ingresso, realizzato in legno, è semidistrutto e i danni sono ingenti. Ciononostante lo “Shamano” Daniele Banelli ha deciso di “sfidare” i vandali e stasera sarà aperto. Una notizia che sta facendo il giro della rete.

Da quanto ricostruito, i proprietari del locale, dopo aver pulito e messo in ordine il pub sono andati via attorno alle 4. Poco dopo un vigilante che stava effettuando un controllo nel vicino supermercato ha notato una colonna di fumo provenire dai pressi del locale, avvisando i vigili del fuoco che sono intervenuti per domare le fiamme.

Subito dopo sono arrivati anche i carabinieri e i proprietari del locale, avvertiti dagli stessi vigili del fuoco.

Quasi subito sono stati scoperti i cocci di una bomba molotov, con tanto di straccio imbevuto di liquido infiammabile.

Molto di più di una bravata estemporanea di qualche sbandato, per gli investifgatori si tratta sicuramente di un gesto premeditato, anche se i titolari hanno confessato di non aver mai ricevuto minacce.

Un grosso aiuto alle indagini potrebbero darlo le immagini sia delle telecamere posizionate all’esterno del pub sia quelle di una banca situata a fianco dello “Shaman’s”.

Per il momento si procede contro ignoti.

LA TITOLARE: ”SPERO SIA SOLO UN FOLLE”

Trema, ancora scossa dalla paura, Lina, da anni angelo custode di Daniele “lo Shamano” Banelli, e fuma nervosamente guardando i resti dell’ingresso del suo locale, semidistrutto da un attentato dinamitardo manco si fosse negli anni Settanta alle prese con l’Ira.

A preoccupare soprattutto è il fatto che si tratta di una forma pesante di vandalismo del tutto nuova per L’Aquila, come la titolare non manca di sottolineare.

La speranza, quantomeno, è di mettere le mani sugli autori del gesto, viste le doppie immagini delle telecamere, sia del locale che delle banca. “E se li trova Daniele, non vorrei essere nei loro panni”, dice.

Com’è andata?

Pensavo fosse un incubo, non ci volevo credere. Abbiamo ricevuto una telefonata dalle forze dell’ordine e siamo venuti subito. Avevano appena spento l’incendio, provocato non so da chi né perché né come. Ci hanno colpito profondamente, al di là del quantum dei danni. Poteva succedere una tragedia, perché il locale è costeggiato da tubi del gas e qui vicino c’è anche la centralina.

Il colpevole potrebbe essere stato ripreso dalle telecamere.

Mi auguro di sì, perché abbiamo investito sull’impianto di sicurezza, oltre che sul legno e materiali ignifughi. Questo ha limitato molto il danno. Le forze dell’ordine hanno preso l’hard disk delle telecamere, nostre e della banca, ci auguriamo di trovare presto chi ha fatto questo gesto.

Ha paura?

Non pensavo che all’Aquila, per quello che so, potesse accadere una cosa del genere. Daniele fa questo lavoro da vent’anni, e non è mai successo nulla. Mi auguro sia solo il gesto di un folle.

C’erano state minacce, problemi?

Assolutamente no, anzi, abbiamo avuto un riscontro molto positivo tra la gente. Questo è stato definito il locale delle coppiette, ci vengono i ragazzi. Nonostante la grande capienza, poi, in un anno non c’è mai stata una rissa e non abbiamo mai cacciato nessuno. Nessuno ha mai abusato dell’alcol tanto da creare minacce.

Quanto ci vorrà per risistemare il pub?

I periti stanno facendo il conto dei danni assieme agli ingegneri che hanno progettato il locale. Comunque c’è da sostituire tutta la facciata esterna.

LA SFIDA: LO SHAMAN’S RIAPRE SUBITO

L’AQUILA – Nonostante l’attentato dinamitardo di ieri notte, questa sera lo Shaman’s Irish Pub dell’Aquila sarà regolarmente aperto.

La notizia sta facendo il giro della rete grazie al tam tam della rete sociale di Facebook, dove la pagina dedicata alle “serate” dello Shaman’s è stata invasa da messaggi di solidarietà.

“Ormai tutti sapete – scrive lo Shamano nel suo messaggio – di quale vile attentato è stato vittima il nostro locale. Un atto vigliacco, da infami che speriamo non resti impunito a lungo”.

Il gestore ringrazia “per i bei messaggi e le telefonate di solidarietà. E allora – annuncia – aspettiamo tutti voi stasera e per ringraziarvi del sostegno, oggi l’ingresso è free, la consumazione obbligatoria è abolita!”.

“Sappiamo che sarete in molti e non ci va di speculare sulle disgrazie, soprattutto sulle nostre e non è da tutti”, conclude.

IL COMMENTO


Adesso basta. L’attentato con molotov (una molotov!) allo “Shaman’s” dell’Aquila è solo l’ultimo di tanti campanelli d’allarme che squillano in continuazione, weekend dopo weekend, ignorati dall’amministrazione, dai piani alti, mentre non fanno ormai più notizia per chi la città di notte la gira, la vive.

Dopo il terremoto L’Aquila è diventata una città violenta. Un effetto forse inevitabile della disgregazione del tessuto sociale dal centro a una manciata di “poli”  della movida che si trovano in varie zone della periferia. Comunque un brutto effetto.

All’Aquila si beve troppo, come e più di prima. All’Aquila ci sono risse, basta una spinta, uno sguardo sbagliato, una parola di troppo e finisce a botte, come e più di prima.

All’Aquila girano personaggi che prima non c’erano, aquilani “di nuova generazione” che però aquilani non erano, non sono e non saranno mai.

Non sono luoghi comuni da movimento genitori o da cittadini snob con la puzza sotto al naso. Sono impressioni vere, di strada, confermate dai dati di cronaca, molta della quale però rimane sommersa, un sabato dopo l’altro.

Non serve essere alfieri di destra radicale, tutt’altro, per affermare che in questa città la sicurezza comincia a scarseggiare. Le risse ormai non fanno più notizia. Speriamo che questa bottiglia che poteva far saltare in aria lo “Shaman’s” faccia “scoppare gli occhi” a qualcuno. (alb.or.)