L’AQUILA – L’avvocato genovese Alessandro Comola, ex presidente del Centro turistico Gran Sasso, è stato assolto “perché il fatto non sussiste” dal collegio penale del tribunale dell’Aquila (presidente Alessandra Ilari; giudici a latere Monica Croci e Marfisa Luciani), dall’accusa di peculato e truffa ai danni dello Stato per fatti inerenti al periodo in cui ha ricoperto la carica, vale a dire dieci mesi nel periodo compreso tra il 2011 e il 2012, su incarico che gli fu conferito dall’ex sindaco del capoluogo Massimo Cialente. 

Secondo l’accusa, come riporta Il Centro, caduta in sede dibattimentale, avrebbe intascato alcune migliaia di euro di rimborsi spese per alberghi e ristoranti dell’Aquila, ma anche di località tra Lazio e Toscana. 

Il collegio ha accolto le tesi della difesa, rappresentata dall’avvocato Rosario Panebianco, che ha sostenuto che si trattasse di spese istituzionali sostenute per questioni inerenti al suo ufficio.

Il pm in aula, Fabio Picuti, dopo aver ascoltato la deposizione dei testi della difesa e averli controinterrogati, ha chiesto l’assoluzione dell’imputato perché le spese chieste a rimborso dall’avvocato Comola sono state ritenute tutte legittime, in quanto connesse alla sua carica e funzione. Nessuna censura anche per le spese sostenute per la permanenza in città dei consulenti che avevano prestato la loro attività professionale in favore del Ctgs. 

A far cadere l’ipotesi di peculato anche il fatto, non rilevato in sede d’indagine, che Comola non avesse emesso personalmente gli ordini di pagamento delle somme chieste a rimborso, elemento questo indispensabile per configurare il delitto, caratterizzato dal possesso o dalla disponibilità del denaro oggetto di appropriazione. Secondo la tesi difensiva, l’attività svolta in favore del Ctgs, anche attraverso il supporto di consulenti, avrebbe poi prodotto, per la società partecipata dal Comune dell’Aquila, vantaggi economici stimati in circa 1,7 milioni.