L’AQUILA – Finisce l’attesa per gli anziani ospiti della residenza Ex Onpi dell’Aquila prima del sisma del 6 aprile 2009 e residenti da oltre 4 anni a Sora.

Dal prossimo 7 ottobre potranno infatti finalmente rientrare nella struttura.

I lavori per il rispristino della residenza, chiusa per i danni riportati a causa del terremoto del 6 aprile 2009, sono infatti in dirittura d’arrivo in questi giorni.
 
A darne notizia è il presidente Venanzio Gizzi che spiega ad AbruzzoWeb: ‘Dal prossimo 7 ottobre tutti i nostri ospiti potranno rientrare. Le stanze sono pronte e abbiamo finito di sistemare anche tutto il piano terra e l’housing sociale”.
 
Obiettivo per il futuro è quello di far diventare l’ex Onpi un polo sociosanitario d’eccellenza, con la collaborazione del Comune dell’Aquila, della Asl numero 1 Avezzano Sulmona L’Aquila e del provveditorato alle Opere pubbliche.
 
”Proprio questa mattina abbiamo siglato un accordo con il sindaco Massimo Cialente e il manager della Asl Giancarlo Silveri che hanno preso l’impegno di iniziare nei prossimi giorni i lavori per l’ospice dei malati terminali – prosegue il presidente – Con ogni probabilità questa importante parte della residenza sarà pronta entro la fine dell’anno”.
 
Sono 60 gli anziani che potranno far ritorno nella struttura aquilana, 39 dei quali si trovano a Sora, mentre gli altri hanno fatto ritorno nelle case delle loro famiglie d’origine subito dopo il sisma.
 
Inaugurata lo scorso 12 luglio e costata 12 milioni di euro, la struttura copre una superficie di 16.500 metri quadrati e comprende 240 posti letto, a fronte dei 108 diponibili prima del sisma.
 
È dotata di aree “social housing” per l’accoglienza delle ragazze-madri e di un nucleo per la cura dei malati di Alzheimer che comprende 12 posti letto, grazie all’inglobamento dei locali dell’ex facolta di Scienze motorie.
 
”Un’importante riapertura che signofica molto per i  nostri ospiti, ma anche per i dipendenti che lavoravano qui prima del sisma che sono in cassa integrazione e adesso potranno riprendere a lavorare”, conclude il presidente.  Marianna Galeota