L’AQUILA – L’ex capo della polizia municipale dell’Aquila, Ernesto Grippo, ha citato in giudizio il Comune, chiedendo al giudice del lavoro di accertare e dichiarare la nullità, invalidità o inefficacia dei termini apposti al contratto dirigenziale, ai contratti di proroga e di essere riammesso al servizio fino alla cessazione naturale del contratto, il 31 dicembre del 2019, oltre al riconoscimento del danno economico subito.
In base a quanto riporta il quotidiano Il Centro, il Comune dal canto suo, ha deciso di opporsi in giudizio tramite l’avvocato Ilda Coluzzi.
Grippo il 30 ottobre 2017, prima di lasciare il suo incarico, in una conferenza stampa ha tenuto a fare il punto sulla situazione all’interno della polizia municipale aquilana, da lui definita “preoccupante”, a causa di “mancanza di risorse umane e strumentali, un turn over inesistente, finanze ridotte all’osso per assenza di investimenti in termini di bilancio e, nonostante la carenza di personale, risultati positivi e risolutivi”.
In quell’occasione l’ex comandante, ha attaccato la precedente amministrazione comunale di centrosinistra e, in parte, quella attuale di centrodestra, dichiarando tutta la sua preoccupazione per il futuro e in particolare per “l’indipendenza alla base di un’attività trasparente delle attività d’inchiesta in capo alla Polizia municipale”.






