L’AQUILA – Iter avviato durante l’amministrazione di centrodestra guidata da Biagio Tempesta, ma “dieci anni di stallo totale” nei successivi dieci anni di amministrazione di Massimo Cialente.

Così l’ingegnere Sergio De Paulis, ex assessore comunale al Traffico dell’Aquila, ricostruisce la storia della mancata realizzazione dello scalo per i pullman in zona ovest.

“Nell’anno 2001”, ricorda De Paulis in una nota inviata ad AbruzzoWeb, “individuammo l’area di Piazza d’Armi, attualmente occupata dal mercato di Piazza Duomo, come area per la realizzazione di un parcheggio di scambio e bus terminal nonché di un mercato coperto. Furono avviati contatti con il Ministero della Difesa, e dopo lunghe e insistenti incontri a Roma presso il Ministero della Marina, dove veniva gestita la pratica, riuscimmo ad ottenere la disponibilità ad ottenere l’area in questione, è quella in cui erano localizzati gli impianti sportivi, di cui il Comune dell’Aquila possedeva una concessione d’uso del terreno”.

“Successivamente fu presentato al Comune un progetto concreto di realizzazione in project financing, quindi con esborso interamente a carico del proponente, di un parcheggio di scambio interrato, con una stazione per bus al piano terra contenente al suo interno spazi di attesa e spazi commerciali, da parte della ditta Specchio dell’Aquila congiuntamente ad una società di Perugia che si sarebbe occupata della gestione”, continua De Paulis.

“L’ipotesi dell’Amministrazione era che il traffico dei bus extraurbani provenienti da ovest dovesse attestarsi presso questo terminal, mentre quello proveniente da est dovesse attestarsi presso il terminal di Collemaggio. In tal modo si sarebbe eliminato il traffico di attraversamento della città  da parte di autobus extraurbani”.

“Il collegamento tra i due terminal sarebbe stato assicurato dalla tramvia con passaggio nel terminal di Piazza d’Armi e collegamento diretto con il centro storico della città e tramite il tapis roulant con quello di Collemaggio”.

“Il tutto è chiaramente individuato nel Piano strutturale elaborato ed approvato dalla prima giunta Tempesta nel 2002. L’iter di acquisizione di porzione dell’area di Piazza d’Armi subì un arresto in quanto il Ministero passò le competenze al Demanio aquilano per la stima del suo valore”.

“Quest’ultimo – aggiunge De Paulis – effettuò la stima in base a quanto si sarebbe realizzato, valutando il valore dell’area in 8 milioni di euro. Ciò rese impraticabile la realizzazione dell’opera ipotizzata. Successivamente intervenne l’amministrazione Cialente, che riuscì ad ottenere la restituzione dell’intera area di Piazza d’Armi a condizioni decisamente favorevoli”.

“Pecca del sindaco voler distruggere quanto fatto in precedenza da altri, vedi tramvia ecc. e disinteressarsi completamente dei problemi di traffico ed inquinamento in questa città. In dieci anni di sua amministrazione c’è  stato uno stallo totale senza che sia stata affrontata o avviata una qualsiasi soluzione legata alla mobilità”.

“Forse eravamo troppo avanti rispetto ai tempi, sono passati 15 anni e siamo tornati al medioevo della mobilità, senza idee, progettualita, soluzioni”, conclude De Paulis.