L’AQUILA – Si presenta con la missione di raccogliere i soldi degli aquilani, imprenditori, artigiani e impiegati, e reinvestirli nello stesso territorio la nuova Banca dell’Aquila, per ora solo un comitato promotore, che sarà strutturata con il meccanismo del credito cooperativo e sarà operativa più o meno di qui a un anno, quando sarà finita la prima raccolta (si punta a 5 milioni).

Una banca che, assicurano i promotori, non ha intenzione di giocare nello stesso campo della storica Cassa di risparmio della provincia dell’Aquila, anche se il “calciomercato” sembra già cominciato (nel comitato figura l’ex responsabile crediti della Carispaq) e, seppur con modalità diverse, la clientela a cui i due istituti andranno a bussare a soldi sarà la stessa.

Una banca che per statuto potrà investire solo nel territorio comunale e al massimo alcuni Comuni limitrofi. Il 70 per cento degli utili dovrà essere messo a riserva, il 50 per cento degli investimenti andrà a favore dei soci, un minimo di 200, anche se gli organizzatori sperano in migliaia.

Nel comitato, di dodici persone, assicuratori, commercialisti, imprenditori, vertici delle associazioni di categoria e c’è anche lo “zampino” del mondo cattolico. Presto, inoltre, verrà varato un comitato etico di garanzia.

A tenere a battesimo il nuovo istituto di credito cittadino, un inedito assoluto per il capoluogo abruzzese, c’era il giornalista Rai e conduttore Osvaldo Bevilacqua, che ha ricordato di essere “un amico dell’Aquila, lodando l’iniziativa. Il presidente del comitato promotore, l’avvocato Roberto Madama, ha invece illustrato l’obiettivo e la “carta d’identità” del progetto.

“Sarà una banca della città con la forza del credito cooperativo – ha affermato – Un modello virtuoso che ha già funzionato da tante altre parti, per esempio in Trentino. Avrà la forza del network, ma sarà un istituto autonomo, che utilizzerà la raccolta fatta sull’Aquila per investire in progetti sull’Aquila, questo è fissato da precisi vincoli del nostro statuto”.

Il prossimo passaggio, per Madama, sarà “cercare una partecipazione larghissima della città, perché questa non è un’operazione di vertice, ma di base. Andremo a cercare tutti, casa per casa – ha assicurato – cercando i risparmi dell’artigiano e dell’impiegato con cui finanzieremo i loro stessi progetti”.

Una nuova banca andrà probabilmente a pestare i piedi alla storica Carispaq, ma su questo il presidente del comitato promotore ha voluto sottolineare che “non ci sarà contrapposizione, perché loro sono una società per azioni e noi saremo un credito cooperativo. Abbiamo obiettivi diversi, c’è un mercato molto ampio e c’è spazio per tutti”, ha aggiunto.

Ha riepilogato la storia del progetto il vice presidente del comitato, Stefano Miconi. “Un anno e mezzo fa siamo partiti – ha raccontato – e da circa un anno lavoriamo sul piano industriale. Oggi il lavoro è quasi concluso. Abbiamo lavorato sui dati statistici di tutti i comitati promotori nati negli ultimi dieci anni, circa 40, confrontandoli con i bilanci e vedendo come si erano discostati dal piano”.

Il giovane Matteo Gizzi (22 anni) ha illustrato quali saranno i passi successivi per la costituzione di una banca vera e propria.

“A giorni – ha spiegato – depositeremo il prospetto informativo d’offerta alla Consob (organismo che controlla le società, ndr) e dopo tre mesi avremo l’autorizzazione a pubblicarlo. A quel punto lanceremo la raccolta sul territorio. Per iniziare abbiamo fissato una soglia ideale di 5 milioni. In due mesi avremo l’autorizzazione a operare”.

Su questo punto Gizzi ha precisato però che “non si può dire con questo che in cinque mesi saremo pronti. Per completare la raccolta abbiamo fissato il termine di un anno, anche se potremmo metterci meno tempo”.

A completare il quadro ci sarà un comitato etico, che sarà, come spiegato dal segretario, Gabriele De Angelis, “un organismo che verificherà se il comitato promotore agisce secondo lo statuto. Sarà composto – ha promesso – da personalità di altissimo profilo, attendiamo le adesioni ufficiali per renderle note”.

IL COMITATO PROMOTORE

Questi i dodici componenti del comitato promotore, che pesca tra commercialisti, assicuratori, imprenditori, esponenti delle associazioni di categoria, ma anche dal mondo della stessa Carispaq.

Giammarco Berardi (commercialista), Gabriele De Angelis (segretario, assicuratore), Gianfranco De Crescentis (vice presidente Acli L’Aquila), Roberto Donatelli (presidente provinciale di Confcommercio), Matteo Gizzi (assicuratore), Augusto Ippoliti (di Aquila Kalos, società dell’Arcidiocesi per la ricostruzione), Roberto Madama (presidente, avvocato), Stefano Miconi (vice presidente, commercialista), Alessandra Rossi (vice presidente provinciale di Confindustria), Pierluigi Simongini (bancario, fino al 2008 responsabile crediti della Carispaq), Angelo Taffo (imprenditore, presidente regionale di Confartigianato) ed Enrico Vittorini (imprenditore).