L’AQUILA – Multe, Imu, Tari: con la Rottamazione quinquies, la sanatoria fiscale introdotta dalla Legge di bilancio 2026, si può avere un abbattimento fino al 40-60% dell’importo totale della cartella, a seconda della composizione del debito.

L’agevolazione però non riguarderà tutti gli abruzzesi: sono solo 40, infatti, i Comuni che in Abruzzo hanno aderito alla definizione agevolata dei debiti fiscali e contributivi, dando la possibilità ai cittadini di mettersi in regola dimezzando di fatto le cartelle esattoriali. Chi non ha provveduto al pagamento del bollo auto negli anni passati non avrà alcun abbattimento, non avendo la Regione Abruzzo aderito all’agevolazione.

Quanto ai capoluoghi di provincia – riporta Il Centro – solo L’Aquila, Pescara e Chieti hanno detto sì all’abbattimento delle cartelle fiscali pendenti, mentre Teramo è rimasta fuori.

La provincia dove la Rottamazione quinques ha avuto maggior successo è quella dell’Aquila, con l’adesione di ben 27 comuni sui 40 totali. Cinque sono in provincia di Pescara e quattro, rispettivamente, in provincia di Chieti e di Teramo.

A livello nazionale le amministrazioni che hanno scelto di applicare la definizione agevolata ai debiti relativi alle proprie entrate affidati all’Agente della riscossione, tra cui Imu, Tari, bollo auto e multe stradali, sono 1.500.

Nell’elenco figurano L’Aquila, Avezzano, Balsorano, Bisegna, Campo di Giove, Canistro, Capestrano, Cappadocia, Carsoli, Castel di Sangro, Castellafiume, Celano, Cerchio, Lecce nei Marsi, Massa d’Albe, Oricola, Ortona dei Marsi, Ovindoli, Pescina, Pratola Peligna, Rocca di Botte, Rocca di Mezzo, Sante Marie, Scanno, Tagliacozzo, Tornimparte e Villavallelonga in provincia dell’Aquila; Pescara, Civitaquana, Elice, Rosciano e Spoltore in provincia di Pescara; Chieti, Arielli, Fossacesia e Torrevecchia Teatina in provincia di Chieti; Controguerra, Corropoli, Giulianova e Silvi in provincia di Teramo.

Come spiega L’Agenzia delle entrate, sarà possibile presentare le domande on line, per l’abbattimento dei debiti, dal 16 ottobre al 15 dicembre prossimi pagando in un’unica soluzione o scegliendo fino a 54 rate bimestrali.

L’estensione della Rottamazione quinquies a regioni ed enti locali è stata introdotta dal decreto legge numero 38 del 2026 e riguarda nel dettaglio tutti i debiti, tributari e non tributari, affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023.

Restano esclusi dal provvedimento agevolativo i debiti derivanti da sentenze di condanna della Corte dei conti. Per aderire, ciascun ente doveva adottare un apposito provvedimento, pubblicarlo sul proprio sito e trasmetterlo all’Agenzia entro il 31 luglio 2026. Va specificato che misura è valida soltanto per i carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione.

I tributi riscossi direttamente dagli enti o affidati per il recupero coattivo a concessionari privati seguono un’altra strada: la legge di Bilancio 2026 consente alle amministrazioni territoriali di introdurre proprie forme di definizione agevolata, secondo regole stabilite con delibere e regolamenti. Come detto, chi ha debiti che rientrano nella rottamazione potrà presentare domanda online dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.

Le istruzioni saranno pubblicate sul sito dell’Agenzia entro il 15 ottobre; entro la stessa data, nell’area riservata, saranno disponibili i dati per individuare i carichi definibili. L’Agenzia comunicherà gli importi dovuti entro il 28 febbraio 2027.

Somme che potranno essere pagate in un’unica soluzione, entro il 31 marzo 2027, oppure suddividendoli fino a 54 rate bimestrali di pari importo.

È importante ricordare che la Rottamazione quinquies perde efficacia se, alla data di scadenza di una rata del piano, risultano due rate non saldate o versate solo parzialmente. La decadenza dalla Rottamazione quinquies si verifica anche a seguito dell’omesso o insufficiente versamento dell’ultima rata del piano, anche se si è scelto il pagamento in due sole rate, ma in questo caso saranno considerati tempestivi i versamenti effettuati entro i 5 giorni successivi alla data di scadenza.

È possibile pagare l’importo del debito residuo e quello dovuto a titolo di rimborso spese per le eventuali procedure esecutive, negli uffici postali, nelle tabaccherie e ricevitorie, agli sportelli bancomat abilitati, utilizzando i canali telematici delle banche, di Poste Italiane e di tutti gli altri Prestatori di Servizi di Pagamento che aderiscono a pagoPa, sul sito dell’Agenzia delle entrate-Riscossione e con l’App Equiclick. Si può pagare anche direttamente agli sportelli dell’Agenzia delle entrate prenotando preventivamente un appuntamento.