L’AQUILA – Nel post terremoto aveva taroccato la documentazione presentata presso gli uffici della Protezione civile per ottenere un appartamento. Ma è stato scoperto ed il personale della Squadra Mobile dell’Aquila, sezione reati contro il patrimonio, nel corso dell’attività finalizzata a prevenire illeciti nell’erogazione del contributo di autonoma sistemazione e nell’assegnazione di alloggi del progetto C.A.S.E., ha individuato un altro caso di truffa aggravata e falso.
Al termine delle indagini gli agenti hanno dimostrato come P.F., di anni 55, abbia falsamente attestato che il figlio minore, avuto dalla moglie da cui è separato, viveva con lui a L’Aquila, allo scopo di ottenere un punteggio maggiore nelle graduatorie per l’assegnazione di un alloggio del progetto C.A.S.E.. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà.
Nel corso degli accertamenti, infatti, gli agenti hanno scoperto che in realtà il ragazzo abita in un’altra città con la madre e frequenta un istituto scolastico di quella località.
Non è il primo caso di persone che tentando di aggirare il sistema e di fare i “furbetti” del quartierino e per questo i controlli delle Forze dell’Ordine proseguiranno, congiuntamente con i tecnici della Struttura per la gestione dell’emergenza, per verificare le situazioni sospette.



